Il poster offre al docente un valido strumento di consultazione
La CAPDI e «mobile» hanno pubblicato il poster con gli Obiettivi specifici di apprendimento (OSA) di educazione fisica. Abbiamo incontrato Lucia Innocente, che ha contribuito alla sua stesura, per fare il punto della situazione.
La pubblicazione del poster con gli OSA di educazione fisica conclude una lunga fase di lavoro. Come giudica il risultato?
Lucia Innocente: La finalità principale che si è posta la Capdi è di offrire ai colleghi degli spunti per riflettere sull’educazione fisica, e con la riscrittura degli OSA credo che siamo a buon punto. Dopo i tagli e le prospettive di ridimensionamento della disciplina, a seguito della Riforma Moratti della scuola, abbiamo puntato ad una riflessione culturale sull’educazione motoria, fisica e sportiva che si fa e che viene proposta nella scuola italiana.
Cosa offre il poster agli insegnanti di educazione fisica?
Il poster rappresenta uno strumento semplice e di veloce consultazione che fissa per obiettivi il lavoro dell’insegnante, rispetto all’età dei propri alunni. Alcune fasce di obiettivi sono annuali, altre biennali, così che ciascun docente, rispetto al livello di partenza, possa realizzare per la sua classe, il suo «progetto» di educazione motoria e fisica.
La suddivisione per ambiti permette poi di non perdere di vista il «tutto», in modo tale che ogni ambito del motorio venga considerato e affrontato. La continuità, cioè la possibilità di leggere gli obiettivi precedenti e poi i successivi, permette di verificare se il processo di sviluppo è coerente, se sono stati raggiunti tutti gli obiettivi attesi, o se invece è necessario ripercorrere alcune tappe nella programmazione. Quindi il poster rappresenta un punto di partenza e allo stesso tempo, un punto di arrivo per la valutazione del proprio lavoro.
Il poster è dunque un buon strumento di lavoro anche per gli alunni.
Sì, certamente. Per gli alunni il poster può essere un modo di leggere le attività motorie e sportive per «ciò che servono» ed offre dunque uno stimolo per l’autovalutazione.
Inoltre, se appeso a scuola, il poster rende «pubblico» un lavoro che di solito rimane sconosciuto, sia ai colleghi delle altre discipline, che ai genitori, oltre che a tutti gli utenti delle palestre scolastiche, dalle società sportive, alle associazioni, ai gruppi…
Nel suo ultimo numero la rivista «mobile» ha iniziato a pubblicare le forme applicative dei singoli OSA. Lei ha partecipato alla stesura di questo primo inserto dedicato all'orientamento spazio-temporale. In base a quali principi ha scelto i contenuti?
Il gruppo di Prato ha individuato gli obiettivi sui quali ogni insegnante può indirizzare il proprio lavoro. Nel nostro contributo per «mobile» si è trattato il «come» rendere in pratica possibile il raggiungimento di questi obiettivi, scegliendo alcune attività e giochi da proporre ai nostri bambini e ragazzi.
Il principio seguito è quello di avere sempre davanti il nostro alunno o studente e di rapportarsi alla pratica che ognuno di noi affronta nella nostra professione, cercando di trovare sempre modalità semplici e fattibili, attività giocose e motivanti.
Nel suo prossimo numero «mobile» proporrà un inserto dedicato all'OSA del gioco-sport. Cosa si attende da questo inserto?
Aver considerato il gioco come obiettivo ci fa riflettere sulle sue interessanti valenze in ambito motorio. L’aspetto preso in considerazione nel prossimo numero, quello dello sviluppo delle abilità sociali e quindi l’aspetto relazionale, è sicuramente stimolante e trasversale a tutte le discipline.
Le proposte operative che vanno dai 3 ai 19 anni presenti nell’inserto hanno l’obiettivo di arrivare alla fine del percorso proposto a concetti evoluti dell’intelligenza motoria: la tattica e la strategia. Una bella sfida!
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