Confederazione delle associazioni provinciali dei diplomati ISEF e dei laureati in scienze motorie

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CAPDI Documenti della confederazione

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Proposte elettorali sull'Educazione Motoria

Cari colleghi, nei giorni scorsi abbiamo fatto una ricerca nei siti dei principali partiti italiani per conoscere le proposte elettorali sull'Educazione motoria, fisica e sportiva. Abbiamo letto parecchie cose sullo "sport ufficiale" specialmente sulle iniziative fatte nel quinquennio 2002-06 (dichiarate da parte della maggioranza di governo) e di quelle non fatte ( dichiarate dall' opposizione). Le proposte più significative sulla nostra disciplina ci sono sembrate quelle di AN (per il centrodestra) e quelle dell' ULIVO (per il centrosinistra) che vi alleghiamo in sintesi.,Nei prossimi giorni ritorneremo riproponendo il documento " Le proposte della Capdi alle forze politiche" che in questi ultimi mesi abbiamo discusso, con i partiti, i colleghi e le forze sociali, negli incontri e nei convegni in giro per l' Italia, riproponendo inoltre, i disegni di legge sulla disciplina, ai quali la Capdi ha collaborato nella XIV legislatura.
Un saluto
Flavio Cucco - presidente@capdi.it
2 aprile 2006 - info@capdi.it

Estratto dal: “Documento sullo sport per la conferenza programmatica” di Alleanza nazionale

Un ruolo centrale nel progetto di A.N. ha poi la proposta di legge n. 3064 sulla disciplina delle professioni connesse alle attività motorie e sportive. Lo sport e le attività motorie, per unanime riconoscimento, contribuiscono al benessere psicofisico dell’individuo, per cui è necessario eliminare il pericolo di un insegnamento delle discipline in questione ad opera di personale non adeguatamente formato. Tutto ciò, non solo per tutelare gli utenti dello sport e dell’attività fisica in generale e per garantire il diritto di ogni cittadino europeo alla pratica sportiva, come sancisce la risoluzione 76941 del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ( nota come la “Carta europea dello sport per tutti”), ma anche per tutelare la professionalità acquisita degli operatori sportivi. In Italia, a parte alcune leggi regionali, non esiste alcuna legge sulla qualificazione professionale degli insegnanti e dei gestori delle palestre private, con la conseguenza che gli stessi, molto spesso, ricoprono anche ruoli medico sportivi, intervenendo con consigli o suggerimenti non sempre adeguati. Per questo un’ adeguata conoscenza di biomedica, di psicologia e di pedagogia, oggi richiesta ad un laureato in scienze motorie, costituisce una grande risorsa anche contro il fenomeno del doping, che molto spesso si alimenta proprio in contesti di inadeguata formazione o addirittura di carenza di cultura sportiva. La proposta di legge cerca di rispondere alle notevoli ed improvvise trasformazioni nel settore delle attività motorie e sportive considerando sia il mutato ruolo degli operatori per i quali si pretende un iter formativo rigoroso e completo, sia il mutato utilizzo delle strutture.
Leggi il documento integrale sul sito di AN - pdf 62 kb
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Estratto da: “La ricchezza della cultura” documento dell’Ulivo

La scuola è il primo tassello per costruire una cultura sportiva nel nostro Paese: qui l’attività sportiva può diventare strumento educativo nella costruzione di un armonico sviluppo psicofisico dei giovani sin dalla primissima infanzia. Dobbiamo migliorarne qualità e quantità con: - una maggiore valorizzazione dell’attività motoria, fisica e sportiva adeguando il monte ore annuale ai livelli medi europei in tutti gli ordini di scuola; - il riconoscimento dell’educazione motoria nella scuola primaria insegnata dal diplomato ISEF e laureato in Scienze Motorie, come insegnante del curricolo; - il riconoscimento e regolamentazione della professione dell’insegnante di attività motoria e sportiva; - l’istituzione di un osservatorio sulle Facoltà di Scienze Motorie contro l’eccessiva medicalizzazione dei piani di studi; - la valorizzazione e il monitoraggio dell’esperienza dei licei sportivi. Lo sport fa bene alla salute, sia come mezzo di prevenzione che promuovendo una vita attiva. Le politiche per la salute devono quindi dare spazio allo sport: - inserendo la promozione della pratica sportiva all’interno del Piano Sanitario Nazionale, inserendo lo sport nei livelli minimi essenziali, con adozione delle linee guida da parte delle Regioni; - integrando lo sport in un progetto più ampio che configuri un nuovo welfare, più moderno ed attento ai nuovi diritti e alle nuove esigenze dei cittadini di ogni età e di ogni condizione sociale.
Leggi il documento integrale sul sito dell’Ulivo - pdf 60 kb
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