Confederazione delle associazioni provinciali dei diplomati ISEF e dei laureati in scienze motorie

subglobal1 link | subglobal1 link | subglobal1 link | subglobal1 link | subglobal1 link | subglobal1 link | subglobal1 link
subglobal2 link | subglobal2 link | subglobal2 link | subglobal2 link | subglobal2 link | subglobal2 link | subglobal2 link
subglobal3 link | subglobal3 link | subglobal3 link | subglobal3 link | subglobal3 link | subglobal3 link | subglobal3 link
subglobal4 link | subglobal4 link | subglobal4 link | subglobal4 link | subglobal4 link | subglobal4 link | subglobal4 link
subglobal5 link | subglobal5 link | subglobal5 link | subglobal5 link | subglobal5 link | subglobal5 link | subglobal5 link
subglobal6 link | subglobal6 link | subglobal6 link | subglobal6 link | subglobal6 link | subglobal6 link | subglobal6 link
subglobal7 link | subglobal7 link | subglobal7 link | subglobal7 link | subglobal7 link | subglobal7 link | subglobal7 link
subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link

CAPDI Documenti

Logo CAPDI

--«Avviare una riflessione sul tema delle competenze motorie»

marisa_viciniLa prof.ssa Marisa Vicini, presidentessa dell'Associazione Pro Moto di Bergamo, invita i docenti che hanno egregiamente lavorato alla stesura del poster, ad avviare una riflessione sul tema delle competenze motorie, così come su quello di curricolo, di valutazione e di standard, concetti di grande rilevanza nel dibattito cultuale attuale.   

La CAPDI e «mobile» hanno pubblicato il poster con gli Obiettivi Specifici di Apprendimento (OSA) di educazione fisica. Come giudica il risultato?
Il risultato è sicuramente apprezzabile. Si tratta di un prodotto intelligente, frutto di un’analisi disciplinare molto dettagliata, che risponde al criterio della continuità e della complessità, entrambi imprescindibili per chi si occupa dell’insegnamento delle scienze motorie e sportive.

Lei è un’esperta di educazione motoria nelle scuole primarie. A suo modo di vedere gli Osa descritti nel poster sono uno strumento utile per gli insegnanti delle scuole primarie?

L’esperienza maturata in questi ultimi anni, come referente per le progettualità e la formazione nella scuola primaria, mi consentono di affermare che c’è ancora molta strada da fare, prima di dire, a piena voce, che l’educazione motoria è presente nella scuola primaria, con insegnamenti stabili e qualitativamente efficaci. Molto, però, è stato fatto, le scelte operate dal MPI, dal 99 ad oggi, ovvero dal Programma Perseus alla recente circolare del Ministro Fioroni, ribadiscono, coi fatti, e non a parole, la volontà di investire in questo settore disciplinare, ritenuto strategico ai fini della formazione globale della persona e della salute. In questo contesto, non definitivo, e di passaggio, sicuramente gli OSA descritti nel poster rappresentano uno strumento utile per gli insegnanti della scuola primaria.
 
Negli ultimi numeri, la rivista «mobile» ha iniziato a pubblicare le forme applicative dei singoli OSA. Pensa che queste schede didattiche siano utili per migliorare la qualità dell’insegnamento dell’educazione fisica?

Uno strumento serve ad un fine; il fine del poster è la realizzazione degli OSA, attraverso le forme applicative degli stessi. Chi segue le indicazioni operative suggerite dalle schede sicuramente propone un insegnamento di qualità. Ma di quale modello di insegnamento parliamo? La logica che sottende la stesura degli Osa è l’approccio all’insegnamento per obiettivi, col quale sono sicuramente coerenti. Secondo tale approccio il curriculum procede dal basso verso l’alto, inizia dalla base, la scuola dell’infanzia, fino alla secondaria di secondo grado, attraverso l’individuazione di obiettivi, dai più semplici ai più complessi, raggiungibili attraverso precisi percorsi operativi e attività. Sono vent’anni che si lavora in questo modo! Ora, l’Europa prima, e l’Italia poi, ci dicono che dobbiamo cambiare orientamento, perché la scuola non sta più al passo coi tempi, perché questo modo tradizionale di insegnare non produce più gli effetti sperati (in termini educativi, ovviamente). Infatti sono in aumento la dispersione e l’abbandono scolastico, piuttosto che l’obesità e l’ipocinesi, abbiamo una percentuale bassa di laureati, ecc. ecc.

Ma che fare per risolvere il problema?
Sicuramente, assicurare che la pratica motoria si faccia, e si faccia bene, e che ciò accada ai fini della maturazione di competenze stabili e durature nei nostri allievi. Ciò significa che bisogna che la scuola diventi il luogo di contesti educativi significativi e motivanti, tali da consentire esperienze positive di movimento e di salute. Non solo finalizzata al fare e al sapere (OSA) ma anche all’essere (competenze). Nell’approccio per competenze, infatti, il primo passo consiste nell’individuare quali siano le competenze che l’allievo deve possedere al termine del primo e del secondo ciclo, da cui consegue un curricolo dall’alto in basso, e l’individuazione, poi, dei livelli di competenza riferiti ad ogni tappa, secondo la logica della circolarità e della spirale, piuttosto che secondo una logica deduttiva, tipica dell’approccio per obiettivi. A tal fine le competenze dovrebbero essere poche e generali, l’ideale sarebbe che fossero le scuole stesse a formularle e a definirne gli indicatori, purché in coerenza con le competenze espresse nei profili educativi, culturali e professionali del primo e del secondo ciclo e con gli standard fissati a livello centrale (in tale direzione si sta muovendo la ricerca Motorfit avviata dall’IRRE Lombardia). Concludo, quindi, invitando i docenti che hanno egregiamente lavorato alla stesura del poster, ad avviare una riflessione sul tema delle competenze motorie, così come su quello di curricolo, di valutazione e di standard, concetti di grande rilevanza nel dibattito cultuale attuale.   

Leggi l'intervista con Antonella Sbragi
Leggi l'intervista con Giuseppe Ghillani
Leggi l'intervista con Vincenzo Morellina
Leggi l'intervista con Giuliana Pento
Leggi l'intervista con Lucia Innocente
Leggi l'intervista a Bruno Mantovani
Leggi l'intervista a Vincenzo Di Cecco
Leggi una parte dell'inserto di «mobile»
Richiedi un saggio di prova gratuito di "mobile"
Approfitta dell'offerta CAPDI-mobile
Invia un commento al forum

Vedi il poster

banner

Invia questa pagina a un amico

Home | Chi siamo | Mappa del sito | Documenti | Contatti |
Copyleft:
2003-2006 CAPDI -Tutti i contenuti possono essere diffusi liberamente citandone la fonte