Per capire meglio
Iter relativo alla legge contente
l’equipollenza della laurea in scienze motorie con la laurea in fisioterapia
4 febbraio 2006
Il giorno 5 dicembre 2005 il Governo approva il Decreto Legge n. 250 .Lo stesso per diventare Legge deve essere approvato da Senato e Camera dei Deputati entro 60 giorni ( cioè il 4 febbraio 2006)
Nel passaggio al Senato viene iscritto come disegno di legge N 3684 :
"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, recante misure urgenti in materia di università, beni culturali ed in favore di soggetti affetti da gravi patologie, nonché in tema di rinegoziazione di mutui" (approvato dal Senato) (6293) e viene inserito l’emendamento presentato dal senatore Giuseppe Firrarello ( F.I.) di Catania e recepito nell’:
ART. 1-septies. - (Equipollenza di titoli di studio). - 1. “Il diploma di laurea in scienze motorie è equipollente al diploma di laurea in fisioterapia, se il diplomato abbia conseguito attestato di frequenza ad idoneo corso su paziente, da istituirsi con decreto ministeriale, presso le università”.
DAL SOLE 24 0RE DEL 3 FEBBRAIO 2006
Di Nicoletta Cottone “…L’emendamento – spiega Firrarello – è nato dalla segnalazione della Facoltà di Catania sulla disoccupazione dei laureati in scienze motorie. Ha mai sentito parlare di fisioterapisti disoccupati?
Il Senato approva il testo definitivo il 24 gennaio 2006 e lo invia alla Camera il giorno successivo dove viene iscritto con il n. 6293.
Il 26 gennaio il testo viene discusso alla VII commissione CULTURA con la presentazione e nei giorni successivi passa alle altre commissioni competenti ( finanze, tesoro, lavoro…)
Il giorno 30 inizia la discussione in AULA e prosegue fino al 2 febbraio 2006.
Riportiamo alcuni stralci di interventi dei parlamentari che riteniamo significativi, dal sito della Camera:
http://www.camera.it/chiosco.asp?content=/_dati/leg14/lavori/schedela/6293.htm&position=Montecitorio%20Notizie\Assemblea
Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 740 del 31/1/2006
(Esame dell'articolo unico - A.C. 6293 )
ANGELO BOTTINO Altri articoli riguardano la trasformazione di vari istituti e l'equipollenza di alcune lauree. Ad esempio, l'articolo 1-septies riguarda l'equipollenza di alcuni titoli di studio, poiché equipara il diploma di laurea in scienze motorie al diploma di laurea in fisioterapia di chi si sia diplomato e abbia conseguito l'attestato di frequenza ad un idoneo corso su paziente, da istituire con decreto ministeriale, presso le università.
Ciò è fuori da tutte le normative relative alla riforma delle professioni sanitarie. Mi riferisco alla legge n. 42 del 1999, sulle 22 professioni sanitarie, e alla legge n. 251 del 2000, che riguarda le lauree specialistiche e la dirigenza delle stesse professioni sanitarie.
È come se un farmacista, facendo un corso su paziente, avesse la possibilità di prendere la laurea in medicina. Ciò non sta in piedi, perché la scienza motoria non è una professione sanitaria
PIERLUIGI MANTINI Questo principio di equipollenza è, infatti, espressamente negato dal nostro ordinamento. Si fanno, quindi, deroghe eccezionali, ad personas. Non abbiamo nulla in contrario, nel merito, sull'impostazione che si vuol dare alla laurea in scienze motorie e a quella in fisioterapia, subordinatamente alla frequenza certificata di un corso su paziente da istituire con decreto ministeriale. Possiamo anche ritenere corretta l'impostazione nel merito, ma ovviamente tutto ciò non può essere disposto caso per caso, con decreti-legge, in violazione della regola del divieto di equipollenza.
Ciò vale, con considerazioni di merito diverse, anche per ciò che riguarda l'equipollenza della laurea triennale di primo livello al diploma riguardante la professione di enologo.
Si tratta di una professione limitata (peraltro, non è proprio una professione) prevista nel registro del Ministero dell'agricoltura. Non si capisce perché non venga dichiarata l'equipollenza tra il diploma di laurea in erboristeria, per esempio, e quello in scienze agrarie e via seguitando.
Sono stati, quindi, varati provvedimenti con una logica dirompente rispetto a quel minimo di unitarietà che gli ordinamenti, anche quelli settoriali, devono presentare.
TIZIANA VALPIANA Signor Presidente, credo che la previsione contenuta nel provvedimento in esame, secondo cui i fisioterapisti laureati, o meglio, i laureati in scienze motorie, di fatto, sono equiparati ai fisioterapisti, dal punto di vista del titolo, che diviene equipollente, proponga una questione estremamente delicata.
Estremamente delicata perché delicata è la figura sanitaria professionale del fisioterapista in quanto dedicata a compiere una funzione particolarmente importante nella riabilitazione dei pazienti. Tutti noi sappiamo bene quanto possano intervenire in maniera estremamente benefica o, d'altra parte, pericolosamente negativa, sulla salute del cittadino, una terapia riabilitativa corretta o una non corretta. Quindi, si tratta di una materia eminentemente sanitaria e che riguarda una figura professionale quale quella del fisioterapista della quale questa stessa Assemblea, la settimana scorsa, ha voluto riconoscere l'importanza creando addirittura un ordine professionale particolare.
Dunque, anche in tal caso ci troviamo dinanzi all'ennesima schizofrenia di questa Assemblea, di questa maggioranza e di questo Governo (Commenti del deputato Polledri) per cui una settimana si prevede l'istituzione di un ordine per una professione sanitaria non medica quale quella dei fisioterapisti - e ciò si fa perché si reputa particolarmente importante quella professione e particolarmente delicata la funzione sanitaria cui assolve - mentre la settimana successiva si equiparano a detta figura i laureati in scienze motorie; questi ultimi hanno certamente conseguito una laurea breve, la quale, tuttavia, ha tutt'altro scopo, quello di prepararli alle scienze motorie, all'insegnamento ed alla pratica sportiva. Si rendono equipollenti i due titoli prevedendo, a tal fine, un semplicissimo esame ed un semplice corso su paziente quali condizioni per diventare anche fisioterapisti.
Dunque, ritengo che dobbiamo renderci conto di quanto stiamo operando; a mio avviso, peraltro, è stato un errore non avere previsto la competenza della Commissione affari sociali nell'ambito dell'iter di questo provvedimento: si trattava, infatti, di stabilire un'equipollenza con una professione sanitaria ben prevista.
Ritengo, quindi, che il nostro ordine del giorno che chiede che l'idoneo corso su paziente da istituirsi presso le università abbia la medesima durata - perlomeno in numero di anni previsti - e un medesimo piano di studi rispetto alla laurea in fisioterapia sia una conditio sine qua non per far sì che anche i laureati in scienze motorie possano intervenire sui pazienti. Non so se tutti i deputati presenti in Assemblea si rendano conto della delicatezza del compito del fisioterapista e delle particolarissime attività di riabilitazione che tali figure compiono.
Al riguardo, vi è un subbuglio nel nostro paese e penso che tutti i membri di questa Camera abbiano ricevuto numerose sollecitazioni e petizioni da parte degli ordini regionali dei fisioterapisti, i quali vedono improvvisamente la loro professione, particolarmente delicata e stimata, «invasa» da laureati in scienze motorie nel cui curriculum - vorrei ricordarlo a tutti - è particolarmente evidenziato il fatto che non si tratti, nel loro caso, di professioni sanitarie. Ebbene, tale loro professione, che non è sanitaria, potrà diventare improvvisamente equipollente a quella dei fisioterapisti.
Ritengo si stia compiendo un grave danno e sono dell'avviso che tutti, tra l'altro, sappiamo che questo grave danno viene compiuto per favorire una categoria, per favorire qualcuno; ma il danno che a tutti i cittadini italiani e a tutti i pazienti ne deriverà sarà incalcolabile.
Per tali ragioni, noi insistiamo perché si voti il nostro ordine del giorno. Ricordiamo ai colleghi che non intendiamo escludere i laureati in scienze motorie ma segnaliamo la necessità che questi ultimi, prima di esercitare la professione sui pazienti e prima di riabilitarli, debbano aver compiuto un corso di studi che sia sufficiente a conferire loro tale qualifica.
Quindi, insisto per la votazione dell'ordine del giorno ed auspico che venga approvato (Applausi dei deputati del gruppo di Rifondazione comunista).
MARCO BOATO Signor Presidente, intervengo brevemente per annunciare che aggiungo la mia firma all'ordine del giorno Valpiana 9/6293/2 (Nuova formulazione), poc'anzi illustrato dalla collega prima firmataria, e per ricordare alla Presidenza - ma credo ne abbia già preso nota - che ho, altresì, aggiunto la mia firma all'ordine del giorno Zanella 9/6293/6, che tratta la stessa materia testé illustrata dalla collega Valpiana.
Intervengo anche, ovviamente, per fare mie tutte le considerazioni che, con grande rigore, equilibrio e coerenza istituzionale la collega Valpiana ha testé svolto su questa materia (che non intendo ripetere, per ragioni di brevità). Si tratta, infatti, di valutazioni che condivido e che, dunque, faccio mie senza riformularle nuovamente.
Da ultimo, desidero esprimere un grande disappunto rispetto alla posizione assunta dal Governo. L'Esecutivo, infatti, ha accettato l'ordine del giorno Giulio Conti n. 9/6293/12 (che tratta la stessa materia), ma, dopo essere caduto nel clamoroso errore di aver consentito, al Senato, l'inserimento all'interno del decreto-legge in esame dell'articolo 1-septies, alla Camera dei deputati ha espresso un orientamento contrario sugli ordini del giorno presentati dalle onorevoli Valpiana e Zanella.
Vorrei rilevare che si tratta di due ordini del giorno che affrontano, con rigore ed equilibrio, la materia in questione, al fine di tutelare non solo le competenze professionali ma, anche e soprattutto, i pazienti. Pertanto, mi sembra totalmente inaccettabile la posizione assunta dal Governo.
In conclusione, signor Presidente, confermo il mio voto favorevole sugli ordini del giorno Valpiana n. 9/6293/2 (nuova formulazione) e Zanella n. 9/6293/6, a quali ho chiesto di apporre la mia firma.
GRAZIA LABBATE Signor Presidente, devo dire che non è per ingenuità istituzionale che ho sperato, fino all'ultimo, che l'articolo 1-septies non fosse introdotto nel decreto-legge in esame, poiché la scorsa settimana (come ha ricordato la collega Valpiana) proprio questa Assemblea ha approvato un provvedimento normativo sulla definizione di alcuni profili professionali, nonché i relativi ordini. Ritengo inutile sottolineare la valenza professionale dei fisioterapisti, in ambito sanitario, rispetto alle gravi patologie degenerative di cui soprattutto gli anziani soffrono nel nostro paese. Con il decreto-legge in esame, tuttavia, stiamo assistendo ad una vera e propria schizofrenia istituzionale. Infatti, la Camera dei deputati prima ha approvato un provvedimento che ora è già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ma, contemporaneamente, si inserisce, nel testo di un altro provvedimento, un articolo che va nel senso assolutamente contrario.
È per questi motivi, signor Presidente, che, a nostro avviso, la proposta emendativa che ha introdotto l'articolo 1-septies nel decreto-legge in esame non avrebbe dovuto neanche essere dichiarata ammissibile!
GIUESEPPE GAMBALE Signor Presidente, chiedo anch'io di apporre la mia firma all'ordine del giorno in esame. Non intendo ribadire quanto già precedentemente affermato dagli altri colleghi, tuttavia vorrei sottolineare - e mi rivolgo anche al Governo - l'enorme gravità dell'articolo aggiuntivo, approvato nei giorni scorsi dal Senato, che consente l'equiparazione del diploma di laurea in scienze motorie al diploma di laurea in fisioterapia.
Vorrei ricordare, infatti, che, quando venne istituita la laurea in scienze motorie, è stato sempre affermato che si trattava di un titolo di studio che non aveva attinenza con le professioni sanitarie e che non avrebbe mai consentito l'accesso a tali professioni. Segnalo che queste ultime, al contrario, prevedono un percorso formativo a parte, costruito anche d'intesa con le regioni, ai fini dell'immissione nel mercato del lavoro sulla base delle esigenze territoriali. Ogni anno, infatti, viene stabilita a livello regionale, assieme alle università, una programmazione a numero chiuso.
Questo vero e proprio blitz, compiuto al Senato, produce una confusione enorme in un settore estremamente delicato, quale quello della riabilitazione medica. Credo che ciò creerà una serie infinita di ricorsi alla magistratura amministrativa, poiché determinerà un notevole disordine in un settore, che ribadisco essere estremamente delicato.
Auspico pertanto che, attraverso l'ordine del giorno in esame, si possano impartire indicazioni al Governo al fine di rivedere la materia in oggetto nel suo complesso, e quindi costruire percorsi formativi professionalizzanti differenziati per le due categorie considerate.
Tenga conto, signor sottosegretario - e vorrei che i colleghi fossero coscienti di ciò - che prima del decreto-legge in esame è stato adottato un altro provvedimento - legittimo - che equipara il diploma ISEF alla laurea in scienze motorie. Vorrei evidenziare, a tale riguardo, che la stragrande maggioranza dei laureati ISEF, dopo la dichiarazione di equipollenza, ha intrapreso un ulteriore percorso formativo per conseguire la laurea in scienze motorie, poiché, essendo stato previsto un riconoscimento quasi totale dei crediti formativi, avrebbero dovuto sostenere pochissimi esami.
Vi rendete conto che ciò vuol dire, per effetto dell'emendamento approvato ieri, che quasi tutti i diplomati ISEF, avendo effettuato tale passaggio, si troveranno a poter fare, da «domani mattina», i fisioterapisti? Ciò è assurdo, completamente assurdo! Capisco che si tratta di una «marchetta elettorale», ma non vi rendete conto della confusione che create in questo settore? Credo che sia importante e fondamentale che si metta ordine, costruendo percorsi formativi diversi.
Per questi motivi ritengo importante sostenere questo ordine del giorno.
GIOVANNA GRIGNAFFINI Signor Presidente, intervengo a titolo personale per esprimere un'opinione in controtendenza rispetto agli ultimi interventi che ho ascoltato. Si tratta di interventi che ritengo ingiusti ed anche molto rispondenti alla lobby dei fisioterapisti che - guarda caso - qui in Parlamento è così ben rappresentata!
Sono contraria all'istituzione dell'ordine dei fisioterapisti. È vero che vi è una schizofrenia nel comportamento del Governo, ma, ripeto, sono contraria alla costituzione degli ordini e non, invece, che si faccia sì che attraverso procedure di equipollenza - ciò non vuol dire che domani i diplomati ISEF andranno ad esercitare, collega Gambale; l'equipollenza è, infatti, il riconoscimento di una parità da un punto di vista giuridico anche per l'accesso a concorsi -, vi possa successivamente essere il tirocinio.
Dunque, ci dobbiamo chiedere se vogliamo vivere in una società chiusa, in cui gli ordini - tra cui quello dei fisioterapisti - si perpetuano, oppure se vogliamo riconoscere che chi possiede una laurea - come di fatto è quella in scienze motorie, in cui la facoltà di medicina è assai fortemente rappresentata, perché ormai tale facoltà è quella che ha «preso in mano» quasi tutte le lauree in scienze motorie - abbia o non abbia il diritto di poter accedere ad un tirocinio per poter esercitare una professione.
Credo che nella società aperta che tutti abbiamo in mente ciò debba essere consentito (Applausi dei deputati del gruppo dei Democratici di sinistra-L'Ulivo).
FRANCA BIMBI Signor Presidente, forse la collega Grignaffini ha espresso in maniera molto tranchant un ragionamento sul quale concordo nella sostanza, perché in questo come in altri provvedimenti si rivela la capacità del Governo di destrutturare l'autonomia universitaria, di non confrontare la stessa autonomia universitaria con le giuste garanzie che gli ordini «di livello A» o «di livello B» debbono dare per le diverse professioni e, quindi, questo è il risultato di una confusione e di una mancanza di considerazione tra la certificazione degli standard professionali e le configurazioni dei profili professionali autonomamente decisi all'interno dei corsi di laurea.
Penso, così come stiamo impostando nel programma di governo dell'Unione, che tale tipo di approccio sarà uno tra i molti approcci del Governo attuale che noi cancelleremo, tornando ad una considerazione più sistemica del rapporto tra profili professionali definiti dalle università, certificazioni degli ordini e considerazione dei reali profili di professionalità che già si svolgono, senza cedere alla pressione di questo o di quel gruppo professionale che giustamente avanza le proprie pretese, vorrei dire in solitudine.
La politica non può farsi supplire da tale tipo di pressioni. Ritengo pertanto che l'onorevole Grignaffini abbia posto, per quanto in maniera «puntuta», un problema di fondo molto importante.
PIERLUIGI MANTINI Signor Presidente, intervengo per concludere questo minidibattito sul punto.
Vorrei che, al di là di espressioni, giudizi radicali e, forse, anche impertinenti - nel senso proprio, cioè che non pertengono al nostro oggetto -, sia chiaro che nella scelta operata dal decreto-legge in esame vi è una violazione del divieto di equipollenza tra lauree triennali e diplomi di laurea. Quindi, siamo di fronte alla lesione di un principio ordinamentale, ovviamente in favore di un gruppo. Di conseguenza, non c'entra granché l'accenno di dibattito che si stava avviando; non c'entrano gli ordini professionali, che noi tutti, come abbiamo anche scritto nel programma dell'Unione e nelle nostre proposte di legge, vogliamo riformati e moderni; non c'entrano chiusure e barriere: non c'entra nulla di tutto ciò. C'entra il fatto che viene leso il principio del divieto di equipollenza e viene anche mortificata la specificità dei fisioterapisti italiani con delle equipollenze che, se la legge sarà questa, andranno quanto meno guidate attraverso una formazione curriculare simile e specifica perché, per l'appunto, scienze motorie non ha lo stesso contenuto professionale di fisioterapia.
Quindi, l'ordine del giorno che auspica ciò è giusto, corretto e lo sosteniamo. Tuttavia, voglio dire con chiarezza che lo sosteniamo non in nome di una visione antiordinistica, che non abbiamo, sebbene gli ordini debbano essere riformati, ma in nome del riconoscimento della qualità e della specificità professionale, che sono una ricchezza e non un ingombro nella società e nell'economia della conoscenza.
Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 742 del 2/2/2006
(Esame degli ordini del giorno - A.C. 6293 )
PRESIDENTE. Passiamo all'esame degli ordini del giorno presentati (vedi l'allegato A - A.C. 6293 sezione 4).
Qual è il parere del Governo?
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca.
Il Governo non accetta l'ordine del giorno Valpiana n. 9/6293/2 (Nuova formulazione).
Sugli ordini del giorno ….e Lucchese n. 9/6293/5, a proposito della questione riguardante l'equipollenza della laurea in scienze motorie con quella in fisioterapia, vorrei che fosse il sottosegretario Siliquini a esprimere il parere.
PRESIDENTE. Sta bene.
MARIA GRAZIA SILIQUINI, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, il Governo non accetta l'ordine del giorno Anna Maria Leone n. 9/6293/4, tenuto conto che è stato presentato l'ordine del giorno Giulio Conti n. 9/6293/12 che il Governo accetta. In proposito, attesa anche la disponibilità espressa dai presentatori dell'ordine del giorno Lucchese n. 9/6293/5 di convergere nell'ordine del giorno Giulio Conti n. 9/6293/12, se i colleghi accedono all'invito al ritiro, ritengo non ci sia neppure bisogno di esprimere il parere.
( nota dello scrivente: l’onorevole Francesco Lucchese dell’UDC aveva presentato un emendamento di cancellazione dell’art. 1 – septies poi ritirato “per motivi di opportunità” e appoggia invece l’ordine del giorno di Giulio Conti ( AN) che riportiamo di seguito:
“ La Camera, premesso che:
l'articolo 1-septies del decreto-legge in esame prevede, previo conseguimento di un attestato di frequenza ad idoneo corso su paziente, l'equipollenza del diploma di laurea in scienze motorie al diploma di laurea in fisioterapia;
tale previsione ha sollevato dubbi e perplessità quanto al merito, poiché potrebbe non essere garantita un'adeguata preparazione professionale e, di conseguenza, la salute dei cittadini;
la norma sembrerebbe sollevare, altresì, dubbi di costituzionalità, in quanto la disciplina delle professioni è oggetto di legislazione concorrente tra lo Stato e le regioni ex articolo 117, terzo comma, della Costituzione, in base al quale allo Stato è demandata la determinazione dei principi fondamentali, mentre spetta alle regioni la potestà legislativa (articolo 117, comma 6, della Costituzione);
analogo percorso si è seguito nel corso dell'approvazione del disegno di legge sulle professioni sanitarie (AC 6229) attraverso accordi sanciti in sede di Conferenza Stato-Regioni; tale orientamento è stato più volte confermato dalla Corte costituzionale, con la sentenza n. 424 del 2005; la disposizione, peraltro, non indica su quale dicastero ricada la competenza ad emanare un regolamento per stabilire le modalità di accesso ai predetti corsi,
impegna il Governo
nell'applicazione della norma richiamata, ad effettuare un attento monitoraggio al fine di adottare tutte le iniziative utili ad evitare le criticità ricordate in premessa.
9/6293/5. Lucchese, Giulio Conti, Anna Maria Leone, Massidda, Tamburro, Marinello, Castellani, Ballaman, Mondello.”
PRESIDENTE. Prendo atto che i presentatori dell'ordine del giorno Anna Maria Leone n. 9/6293/4 accedono all'invito al ritiro.
Qual è il parere del Governo sui restanti ordini del giorno presentati?
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Il Governo invita i presentatori a ritirare l'ordine del giorno Lucchese n. 9/6293/5.
PRESIDENTE. Onorevole Lucchese?
FRANCESCO PAOLO LUCCHESE. Signor Presidente, accedo all'invito al ritiro del mio ordine del giorno n. 9/6293/5, dato che è stato presentato l'ordine del giorno Giulio Conti n. 9/6293/12, che ho sottoscritto.
PRESIDENTE. Qual è il parere del Governo sui restanti ordini del giorno?
VALENTINA APREA, Sottosegretario di Stato per l'istruzione, l'università e la ricerca. Signor Presidente, il Governo non accetta l'ordine del giorno Zanella n. 9/6293/6.
TITTI DE SIMONE Signor Presidente, noi esprimeremo un voto contrario sul decreto-legge in esame, per le motivazioni richiamate dalla collega Valpiana circa l'iniquo intervento con cui si dispone, sostanzialmente, di equiparare il percorso formativo dei fisioterapisti a quello degli insegnanti di educazione fisica.
ERNESTO MAGGI Signor Presidente, nel preannunziare il voto favorevole del gruppo di Alleanza nazionale, ritengo opportuno sottolineare la nostra posizione critica nei confronti dell'articolo 1-septies, concernente l'equipollenza di alcuni titoli di studio, di cui si è parlato già abbastanza in quest'aula. L'articolo 1-septies è una disposizione sia politicamente imprudente sia di scarso contenuto tecnico-scientifico.
Questo è il motivo per cui plaudiamo al Governo per aver accettato l'ordine del giorno Giulio Conti n. 9/6293/12 sottoscritto dai deputati di Alleanza nazionale e ci auguriamo che il Governo, dopo averlo accettato, lo renda operativo.
ANTONIO RUSCONI Signor Presidente, onorevoli colleghi, il gruppo della Margherita voterà convintamente contro questo provvedimento, confuso e clientelare, che ha trovato modo di cambiare obiettivi e norme durante il percorso parlamentare. Un provvedimento che «inventa» - non sono riuscito a trovare un altro verbo più attinente - al di là di ogni disegno organico, che il diploma di laurea in scienze motorie è equipollente al diploma di laurea in fisioterapia, configurazione, questa, corretta in extremis da un ordine del giorno della maggioranza che trova finanziamenti forzati pur di soddisfare qualche promessa elettorale.
Per dire dello stato confusionale in cui versa questo provvedimento, leggerò la premessa dell'ordine del giorno Giulio Conti n. 9/6293/12 che, per pudore, non è stato richiamato in Assemblea dalla maggioranza. Con tale ordine del giorno, la maggioranza dice, a se stessa, cioè al Governo, leggo testualmente: «L'articolo 1-septies del decreto-legge n. 250 del 2005, prevede l'equipollenza del diploma di laurea in scienze motorie al diploma di laurea in fisioterapia; i percorsi formativi sono completamente diversi e, quindi, tale previsione comporterebbe gravi conseguenze visto che non sarebbero garantite l'adeguata preparazione professionale, le competenze del professionista e, di conseguenza, la salute dei cittadini; il corso di laurea in scienze motorie non è aderente al profilo professionale approvato dal decreto del Ministero della salute per la formazione dei fisioterapisti, né al curriculum formativo normato a livello europeo dalla recente direttiva europea 2005/36/CE; viene resa inefficace la programmazione annuale nazionale per l'accesso ai corsi di laurea in fisioterapia, disposta dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sulla base di dati regionali (...)»
Ciò detto, vi chiedo: ma perché avete approvato questo ordine del giorno? L'avete approvato solo perché, dovendo vendere un po' di demagogia, prima avete ascoltato la lobby degli insegnanti di educazione fisica ai quali, invece, sarebbe stato sufficiente concedere lo stesso numero di ore previste nelle altre scuole in Europa. Queste sarebbero state risposte serie e non ci sarebbe stato bisogno di inventare dell'altro! Poi, avete ascoltato anche la lobby dei fisioterapisti. Alla fine, avete approvato un vostro ordine del giorno che dice il contrario di quanto previsto nel provvedimento che approverete da qui a qualche minuto.
Detto ciò, rilevo che non solo dovreste avere il pudore di leggere quell'ordine del giorno, ma vi dovreste vergognare di scrivere queste cose e di continuare a votarle!
Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 742 del 2/2/2006...
(Votazione finale ed approvazione - A.C. 6293 )
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione finale.
Indìco la votazione nominale finale, mediante procedimento elettronico, sul disegno di legge di conversione n. 6293, di cui si è testé concluso l'esame.
(Segue la votazione).
Dichiaro chiusa la votazione.
Comunico il risultato della votazione: la Camera approva (Vedi votazioni).
(S. 3684. - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, recante misure urgenti in materia di università, beni culturali ed in favore di soggetti affetti da gravi patologie, nonché in tema di rinegoziazione di mutui) (Approvato dal Senato) (6293):
(Presenti 397 Votanti 396
Astenuti 1 Maggioranza 199
Hanno votato sì 213 Hanno votato no 183).
