Confederazione delle associazioni provinciali dei diplomati ISEF e dei laureati in scienze motorie

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Conferenza dei Rettori e dei Presidi di Scienze motorie
resoconto di Livia Brienza
vice presidente CAPDI

Il giorno 9 febbraio la Conferenza dei Rettori e dei Presidi di Scienze motorie ha riservato uno spazio all'audizione delle associazioni professionali. Erano presenti oltre alla CAPDI, rappresentata da me, l'UNC, rappresentata da Giorgio Berloffa accompagnato dal legale dell'associazione, PASSI rappresentata da alcuni studenti e neolaureati, anche loro accompagnati dal legale dell'associazione. Il primo punto in discussione è stato l'organizzazione di un Convegno ad Urbino per il prossimo 23 febbraio il cui scopo principale è quello di porre all'attenzione delle forze politiche dei due schieramenti il problema della tutela professionale del laureato in scienze motorie. Il prof. Stocchi, Preside di Urbino, in particolare, si è rivolto alle associazioni e ai rappresentanti delle varie università per ottenere una preventiva condivisione dell'iniziativa al fine di assumere un atteggiamento unitario a sostegno della proposta da presentare. Nel mio intervento ho ricordato che la nostra associazione ha già elaborato una sua piattaforma che è stata inviata a tutti i partiti politici e che certamente il riconoscimento e la tutela professionale del laureato in scienze motorie è da sempre tra gli obiettivi prioritari della CAPDI. Tutti i presenti hanno espresso la loro approvazione e hanno dato la loro disponibilità a collaborare alla buona riuscita della manifestazione. Si è poi parlato dell'emendamento che ha reso equipollente la laurea in scienze motorie a quella di fisioterapia. Diversi rappresentanti dell'università nei loro interventi hanno manifestato la loro contrarietà a tale emendamento; c'è chi lo ha definito improvvido, chi ha osservato che non era specificato quale ministero avrebbe dovuto emanare il regolamento e che scritto così poteva anche essere il ministero delle attività produttive, chi ha paventato, rientrando la laurea nell'ambito delle professioni sanitarie, la contingentazione del numero degli accessi al corso di laurea da parte delle regioni, l'occupazione da parte di tutti di diplomati ISEF del mercato del lavoro dei fisioterapisti. Altri interventi erano invece cautamente favorevoli, ponendo in luce il problema che, senza una regolamentazione e una precisa definizione dei profili professionali, il laureato in SM ha scarse prospettive di inserimento nel mondo del lavoro. Altri ancora hanno sottolineato che già oggi molti laureati in SM si iscrivono a fisioterapia, superando agevolmente il test di accesso e ottenendo il riconoscimento di molti crediti, data l'analogia dei piani di studio, ma costretti comunque ad impiegare tre anni per conseguire il nuovo titolo. Secondo questi interventi la norma introdotta non ha quindi fatto altro che regolamentare ciò che già avviene, consentendo, giustamente, procedure abbreviate. Il prof. Stocchi ha ricordato di aver recentemente realizzato un master aperto sia ai laureati in SM sia ai Fisioterapisti che devono lavorare insieme, ciascuno per il proprio ambito di competenze, ma precisando che i due profili professionali non si possono sovrapporre; l'equiparazione della laurea in SM alla laurea in Fisioterapia non rispecchia questa diversità. I rappresentanti di PASSI hanno sostanzialmente concordato con il prof. Stocchi, affermando di non volere lo scontro con i fisioterapisti e di aver cercato di spiegare questo ai loro iscritti, ma senza troppo successo. Il prof. Berloffa ha affermato, che, a suo avviso non esistono eccezioni di incostituzionalità al riguardo, che l'equipollenza riguarderà solo quella parte degli studenti di SM che vorranno specializzarsi in questo settore, che l'equiparazione del diploma ISEF alla laurea in SM non costituisce presupposto per estendere l'equipollenza dell'ISEF alla laurea in Fisioterapia. Inoltre si è particolarmente soffermato sul fatto che non si tratta di un automatismo, ma che il regolamento da emanare con decreto garantirà la serietà della preparazione acquisita. Nel mio intervento, premettendo che l'emendamento approvato non rispecchia in pieno le nostre richieste (poiché noi chiediamo la regolamentazione di tutti i profili professionali delle SM, anche quelli attinenti allo sport) e che purtroppo, pur avendo idee molto chiare in merito, non siamo riusciti a cogliere l'obiettivo a causa della resistenza opposta da lobby influenti, ho sottolineato che con questa nuova norma il problema della tutela del laureato in SM è finalmente tornato all'attenzione delle forze politiche. Ho segnalato che è vero che laureati in SM e fisioterapisti già lavorano insieme nella riabilitazione, ciascuno per il proprio distinto ambito di competenze, ma con la sostanziale differenza che i primi non lo fanno a pieno titolo, essendo esclusi dalle professioni sanitarie. Infine ho posto tre problemi ai quali deve essere data urgentemente una risposta: 1) che prospettive hanno i laureati specialistici delle attività motorie adattate, dopo 5 anni di studio in un campo che, a nostro avviso rientra pienamente nell'area sanitaria? 2) Il decreto che istituisce gli ordini per le professioni sanitarie, all'art. 5 prevede che, per realizzare gli obiettivi del piano sanitario nazionale che non trovassero rispondenza nelle professioni sanitarie attualmente codificate, sia possibile istituire nuovi profili e nuovi ordini; dato che il progetto 2.9 del piano sanitario nazionale è riferito alle attività motorie e visto che nel profilo professionale dei fisioterapisti è compresa l'area della motricità e della psicomotricità, questo obiettivo può essere realizzato da questa professionalità sanitaria già esistente, sottraendo alle competenze del laureato in SM anche questa possibilità lavorativa. 3) albi professionali ed ordini possono essere istituiti solo per tutelare diritti costituzionalmente rilevanti; pertanto l'inserimento, anche parziale, del laureato in SM nell'area sanitaria è il punto di partenza indispensabile per una regolamentazione della professione.
Livia Brienza

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