Confederazione delle associazioni provinciali dei diplomati ISEF e dei laureati in scienze motorie

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---Vincenzo Morellina: «porsi all’interno di un sistema di regole cercando di migliorarle»

Vincenzo Morellina Vincenzo Morellina è il presidente dell'A.D.E.F.S. Ancona e ha partecipato all'elaborazione degli OSA di educazione fisica all'interno del «Gruppo di Prato». 

 La CAPDI e «mobile» hanno pubblicato il poster con gli Obbiettivi specifici di apprendimento di educazione fisica. Come giudica il risultato?La visione dell’educazione fisica nel quadro educativo della scuola italiana è subordinata a molteplici aspetti sia di carattere didattico-educativo che logistico. Tutto ciò, unitamente alla peculiarità esclusiva della nostra materia che non può prescindere dalla figura dell’alunno e della sua maturazione psico-fisica, fa sì che il poster sia un valido strumento indirizzato verso l’uniformità e la condivisione da parte di tutti gli indirizzi degli obiettivi specifici di apprendimento.

 Cosa offre il poster agli insegnanti di educazione fisica?

È un punto di riferimento e di riflessione pedagogico-didattica per la nostra categoria in quanto rende evidente la progressione degli obiettivi disciplinari individuati per accompagnare l’arco evolutivo dell’individuo e ne fornisce i parametri specifici. Ciò può semplificare e agevolare la programmazione educativa.

 Quale è stato il contributo del «Gruppo di Prato», a cui ha aderito anche lei, all’elaborazione degli OSA di educazione fisica?

Io credo che il contributo del gruppo di lavoro di Prato oltre al discorso di tipo culturale-innovativo, frutto di professionalità e di sperimentazioni sviluppate in Italia grazie alla volontà e alla determinazione di numerosi colleghi, abbia sottolineato un concetto operativo che ritengo fondamentale: porsi all’interno di un sistema di regole cercando di migliorarle in modo costruttivo e non semplicemente contestandole in maniera sterile. A mio giudizio, il prodotto di questa operazione migliora nettamente le proposte del Ministero in quanto pone al centro dell’interesse l’alunno e la sua evoluzione e non ipotetici obiettivi non propriamente individuabili.

 Nel suo ultimo numero la rivista «mobile» ha iniziato a pubblicare le forme applicative dei singoli OSA. Come giudica le proposte didattiche presentate dagli esperti della CAPDI?

Sicuramente molto interessanti perché, come tutti gli inserti della rivista «mobile», sono applicabili alle nuove esigenze didattiche ormai orientate verso una dimensione più moderna della pedagogia. Le proposte didattiche pubblicate oltre a fornire una esemplificazione degli O.S.A. mi offrono ancora oggi validi spunti di riflessione nell’organizzazione dell’intervento didattico-educativo.

Leggi l'intervista con Giuliana Pento
Leggi l'intervista con Lucia Innocente
Leggi l'intervista a Bruno Mantovani
Leggi l'intervista a Vincenzo Di Cecco
Leggi una parte dell'inserto di «mobile»
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