Confederazione delle associazioni provinciali dei diplomati ISEF e dei laureati in scienze motorie

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CAPDI Documenti della confederazione

Logo CAPDI

Proposta della capdi alle forze politiche

Febbraio 2006

Fino a qualche decennio fa la vita dei bambini e dei ragazzi dava quasi sempre la possibilità di effettuare molti giochi di gruppo ad alto dispendio energetico, di esplorare e di operare con i propri coetanei in grandi spazi all’aria aperta, favorendo così una crescita densa di stimoli fisiologici, psicologici, sociali ed emotivo - affettivi.

Lo stile di vita attuale, riducendo enormemente tale ricchezza e varietà formativa, fa emergere sempre più nei bambini e negli adolescenti alcuni problemi di forte valenza fisiologica, psicologica e relazionale, spesso destinati ad evolvere in future patologie con alti costi personali e sociali, o comunque ad incidere in modo tangibile sul loro benessere futuro.

Data questa preoccupante situazione, gli insegnanti di educazione fisica rappresentati a livello nazionale dalla Capdi & LSM, quali professionisti istituzionalmente riconosciuti alla cura e allo sviluppo della motricità e della corporeità in ambito formativo scolastico, chiedono a tutte le forze politiche nazionali
che sia la scuola stessa, con le proprie enormi ed attuali potenzialità democratiche che le consentono di agire su tutti i giovani ,senza trascurare le peculiari esigenze individuali, a creare le condizioni per affrontare in modo corretto ed efficace i problemi evidenziati , avviando nei prossimi anni le seguenti politiche:

valorizzazione dell'Educazione motoria, fisica e sportiva adeguando il monte ore annuale rivolto agli studenti ai livelli medi europei , in tutti gli ordini di scuola (almeno tre ore settimanali).

Oggi purtroppo siamo agli ultimi posti in Europa.

Già nella Riforma della scuola progettata dal precedente Parlamento, ex Legge 30/ 2000 - Riordino dei cicli di Istruzione - e nelle osservazioni e proposte di modifica alla Legge 53 /2003 (Riforma Moratti) e decreti applicativi, abbiamo scritto e sostenuto che il riconoscimento del valore formativo della disciplina non rimanga solo su un piano formale, ma si concretizzi in una adeguata proposta di impegno orario settimanale, per gli studenti di ogni ordine e grado di scuola.

Abbiamo inoltre affermato e rivendicato il diritto degli insegnanti a partecipare alla stesura dei nuovi programmi di insegnamento ( le Indicazioni Nazionali) proponendo l’iniziativa “ L’ Educazione Fisica che vogliamo “.

Riconoscimento dell’educazione motoria nella scuola primaria insegnata dal diplomato ISEF e laureato in Scienze Motorie, come insegnante del curricolo.


Non un consulente o un esperto esterno a contratto, ma un insegnante elementare laureato in Scienze Motorie, inserito a pieno titolo nel processo educativo di formazione dell’alunno; come previsto nella proposta di legge “L’educazione motoria e sportiva nella scuola elementare” depositata nel 2003 alla Camera dei Deputati dal gruppo parlamentare dei Democratici di Sinistra

Lo sport giovanile soffre di una anomalia tutta italiana: nei paesi europei l’avviamento alla pratica motoria e sportiva avviene all’interno della scuola con i propri insegnanti. In Italia i ragazzi dai 6 ai 11 anni (ex elementari) sono avviati allo sport nelle società sportive.
Ci chiediamo: con quali garanzie di formazione professionale degli operatori? E con quali finalità educative e sociali?

Sottolineiamo che l’applicazione di corretti ed efficaci programmi di attività motoria richiedono da parte dell’insegnante un livello di competenze specifiche sostenute solo da una formazione qualificata di grado universitario (diploma ISEF e LSM) che attualmente non è prevista per l’insegnamento nella scuola primaria (anche qui una delle poche in Europa).

Di conseguenza l’educazione motoria e sportiva è stata fino ad oggi praticamente inesistente nella scuola primaria.

Potenziamento dell’attività sportiva scolastica

Se da una parte è necessario individuare con certezza i finanziamenti per l’avviamento alla pratica sportiva, dall’altra non è più rinviabile la rielaborazione e promozione , da parte del Ministero, di un sistema sportivo scolastico autonomo, che ponga al centro della propria strategia un’ impostazione “educativa” dell’attività sportiva scolastica.

Fin dal 1997 gli insegnanti hanno proposto con il “Cartello dell’educazione fisica”, poi ripreso dal Ministero con il “Progetto Perseus” - piano triennale per la valorizzazione dell’educazione motoria e sportiva -, modalità innovative per la progettazione degli insegnanti nella scuola e con il territorio riducendo le incongruenze negative del modello sportivo giovanile: la precocità, la monospotività e la selettività.

Un sistema che esalti lo sport come divertimento e star bene e che promuova una mentalità sportiva più solidale e rispettosa; che sappia coinvolgere tutti gli alunni, compreso i meno dotati, con proposte concrete per la prevenzione al disagio giovanile e per la “promozione alla salute”.

Un modello sportivo scolastico che sappia cogliere e integrare nella scuola le collaborazioni esterne qualificate dal mondo dello sport e dal territorio.

Perchè poi ci sia una reale ed efficace educazione motoria e sportiva, è assolutamente necessario pianificare un “Piano straordinario di investimenti per gli impianti sportivi e le palestre” a disposizione delle scuole .

Infatti il 38% delle scuole non ha la palestra, il 20% ne ha solamente una esterna, il 58% ne possiede almeno una (dati Miur) e la concentrazione di queste ultime è soprattutto al nord. Al sud 2 scuole su 3 non ha la palestra.

Oltre all’ambito scolastico altri due sono i settori nei quali è necessario riconoscere la professionalità del LSM :


1) Regolamentazione della professione dell’attività motoria e sportiva


L’obiettivo è di giungere, in tempi brevi, ad avere nel territorio nazionale certezza delle competenze degli operatori del settore ( motorio - sportivo e di fitness) ed un livello di qualificazione che possa complessivamente salvaguardare la tutela della salute pubblica, introducendo criteri che prevedano il riconoscimento di una formazione superiore almeno triennale (diploma ISEF e LSM).

Numerose “Proposte di legge” depositate alla Camera dei Deputati durante la XIV legislatura dalla maggioranza e in parte condivisa dall’opposizione, (in particolare proposta n° 3064 e n° 2588), e così anche molte regioni, nella loro normativa emanata per regolamentare l’attività motoria e sportiva, indicano nei diplomati ISEF e LSM i soggetti legittimati a coordinare, dirigere o gestire le attività nelle palestre.

E’ necessario eliminare il pericolo di un insegnamento delle discipline in questione ad opera di personale non adeguatamente formato; come sancisce anche la risoluzione 41 (1976) del Consiglio d’Europa, nota come “Carta Europea dello sport per tutti”.

Dopo l’istituzione nel 1998 del Corso di Laurea in scienze motorie, che ha finalmente dato “dignità” ad una disciplina così fondamentale, pensiamo che “la regolamentazione delle professioni dello sport” sia un obiettivo ineludibile e socialmente condiviso.

2) La precisa definizione dell’ambito professionale di competenza del LSM nell’area sanitaria

La dichiarazione di “equipollenza” tra laurea in Scienze Motorie e laurea in Fisioterapia a seguito di “ idoneo corso su paziente, sancito dalla recente Legge A.C. 6293 – art 1-septies, apre al laureato in Scienze Motorie la possibilità di essere inserito nell’ Area Sanitaria.

D’altra parte dobbiamo ricordare che nel Piano Sanitario Nazionale, il progetto 2.9 si propone di “Promuovere gli stili di vita salutari, la prevenzione e la comunicazione pubblica sulla salute” sottolineando che “Nell’ambito dell’adozione di stili di vita sani, l’attività fisica riveste un ruolo fondamentale. Il ruolo protettivo dell’esercizio fisico regolare è stato dimostrato soprattutto nei confronti delle patologie cardiovascolari e cerebrovascolari, di quelle osteoarticolari (in particolare l’osteoporosi), metaboliche (diabete), della performance fisica e psichica degli anziani. L’esercizio fisico regolare aiuta a controllare il peso corporeo, riduce l’ipertensione arteriosa e la frequenza cardiaca ed aumenta il benessere psicofisico.”

Così il recente provvedimento legislativo (DDL 6229 del 24 gennaio 2006 ): “Disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione e delega al Governo per l’istituzione dei relativi ordini professionali”, prevede, all’art. 5, la possibilità di individuare nuove professioni sanitarie, in considerazione dei fabbisogni connessi agli obiettivi di salute previsti nel Piano sanitario nazionale o nei Piani sanitari regionali, che non trovino rispondenza in professioni già riconosciute. Dal canto loro, i fisioterapisti, come da Decreto del Ministero della sanità 14 settembre 1994, n.741, svolgono, in via autonoma o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nell’area della motricità.

Gli Albi professionali e gli Ordini possono essere istituiti solo per tutelare diritti costituzionalmente rilevanti; pertanto l’inserimento, anche parziale, del laureato in SM nell’area sanitaria è il punto di partenza indispensabile per una regolamentazione della professione.

La Capdi si attiva fin da ora perchè nella fase attuativa di regolamentazione di tali leggi, delegate al Governo, si trovi un giusto equilibrio per riconoscere le competenze del laureato LSM nell’ambito della prevenzione e della moderna riabilitazione integrata ( e non sovrapposta ) con le altre professionalità del settore sanitario.

Conclusioni


A livello internazionale, il Consiglio d’Europa e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, e in Italia i vari piani della Salute, individuano nell’attività motoria e sportiva un ruolo fondamentale per una corretta adozione di sani stili di vita e per il conseguimento di una buona salute.

La XV legislatura ha l’opportunità di porre le basi regolamentari perché si attui ,in Italia, questa “rivoluzione” culturale evidenziata nello slogan di proposta degli insegnanti di educazione fisica d’Europa riuniti nell’EUPEA (European Physical Education Association), rappresentata in Italia dalla Capdi:

NO EDUCATION WITHOUT PHYSICAL EDUCATION

e di riconoscere la professionalità dei diplomati ISEF e Laureati SM in ambito sociale. I diplomati Isef e i laureati in Scienze Motorie sono disponibili a costruire un percorso culturale motorio e sportivo di qualità per i cittadini italiani.
Febbraio 2006
Il Presidente CAPDI & LSM
Prof. Flavio Cucco - presidente@capdi.it

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