L'educazione fisica che vogliamo
Gli insegnanti riscrivono i programmi
----- Sergio Cestonaro: «ricominciare la discussione»
Il presidente dell'AVIEF Vicenza giudica positivamente il poster della CAPDI e gli inserti pubblicati dalla rivista «mobile». Egli si augura che il poster riesca a far scattare nei colleghi la «molla» che scateni il giusto entusiasmo e la giusta motivazione per affrontare nuove «sfide» come l'elaborazione del profilo di competenze.
La CAPDI e «mobile» hanno pubblicato il poster con gli Obiettivi specifici di apprendimento (OSA) di educazione fisica. Come giudica il risultato?
Il risultato è senz’altro ottimo. Il poster è stato ampiamente apprezzato dalle centinaia di colleghi a cui è stato distribuito nella Provincia di Vicenza. La maggioranza di loro l’ha appeso all’interno delle palestre o all’ingresso delle stesse, in modo che sia facilmente consultabile da tutti. Dal punto di vista personale posso dire che mi piace molto l’impostazione grafica e la conseguente «facilità di lettura».
Quale è stato il contributo del «Gruppo di Prato» − a cui ha aderito anche lei − all'elaborazione degli OSA di educazione fisica?
Devo dire determinante, in quanto tutta l’elaborazione e la successiva rielaborazione sono nate in quell’occasione grazie ad un concreto e costruttivo confronto basato essenzialmente, oltre che sulle singole conoscenze e competenze, sul vissuto e sulle esperienze personali. Determinante, inoltre, è stato il contributo di alcuni colleghi che nel «dopo Prato» sono riusciti a collegare in modo ottimale le varie fasce di istruzione, sintetizzando ulteriormente il materiale e stendendolo in maniera organica e funzionale.
Negli ultimi numeri, la rivista «mobile» ha iniziato a pubblicare le forme applicative dei singoli OSA. Pensa che queste schede didattiche siano utili per migliorare la qualità dell'insegnamento dell'educazione fisica?
Senza ombra di dubbio. Una cosa infatti che forse ancora manca alla nostra disciplina è la capacità di rendere «visibili e leggibili» tutte quelle meravigliose cose che quotidianamente facciamo, studiamo, elaboriamo, inventiamo…
In un'intervista pubblicata recentemente su questo sito, la prof.ssa Marisa Vicini invita i docenti che hanno lavorato alla stesura del poster, ad avviare una riflessione sul tema delle competenze motorie, così come su quello di curricolo, di valutazione e di standard. Qual è la sua opinione in merito?
L’idea è ovviamente buona. Per metterla in pratica occorre far scattare nei colleghi la «molla» che scateni il giusto entusiasmo e la giusta motivazione per affrontare questa nuova «sfida». Mi viene in mente, pensando a qualche anno fa, la determinazione di alcuni gruppi di studio della nostra Associazione che hanno, con la collaborazione di numerosissimi docenti, concretizzato iniziative quali:
- Il Registro di Educazione Fisica
- Il Sondaggio sull’Abbandono Sportivo (5000 studenti di Scuola Media Superiore coinvolti)
- L’Elaborazione di una griglia di test con relative medie e percentuali (6000 Studenti di Scuola Media Inferiore coinvolti)
Sì, questo potrebbe essere il momento buono per «ricominciare una discussione» che possa portare a dei risultati tangibili.
Leggi l'intervista con Marisa Vicini
Leggi l'intervista con Antonella Sbragi
Leggi l'intervista con Giuseppe Ghillani
Leggi l'intervista con Vincenzo Morellina
Leggi l'intervista con Giuliana Pento
Leggi l'intervista con Lucia Innocente
Leggi l'intervista a Bruno Mantovani
Leggi l'intervista a Vincenzo Di Cecco
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