Confederazione delle associazioni provinciali dei diplomati ISEF e dei laureati in scienze motorie

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CAPDI Documenti della confederazione

Logo CAPDI

Valutazioni della CAPDI al D.L. sulla riforma della scuola



Osservazioni e proposte di emendamento allo "Schema di decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione ai sensi della legge 28 marzo 2003 n. 53, già emendato in sede di conferenza stato-regioni il 10 dicembre 2003

Al Presidente della VII Commissione
della Camera dei Deputati
On. Ferdinando Adornato

Gent.mo Presidente,

E’ con vero piacere che accogliamo l’invito ad esprimere le nostre valutazioni sul primo decreto attuativo della riforma.

La CAPDI & SLM, -CONFEDERAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI PROVINCIALI DEI DIPLOMATI ISEF E LAUREATI IN SCIENZE MOTORIE - Associazione degli insegnanti di educazione fisica più rappresentativa della categoria nel territorio nazionale, si propone di sostenere lo sviluppo dell’educazione fisica e sportiva nella scuola italiana e la crescita culturale nel campo delle attività motorie e sportive, anche nella prospettiva di una sempre più compiuta integrazione europea.
Siamo perciò particolarmente lieti di poter fornire ai lavori della VII Commissione il nostro contributo per la migliore definizione dei contenuti della riforma in vista dell’obiettivo comune di accrescere la qualità del sistema scolastico italiano.
Le osservazioni contenute nel seguente documento riassumono elementi di criticità rilevati da molti docenti di educazione fisica, che sottoponiamo all’attenzione delle sedi istituzionali per un positivo e costruttivo confronto concettuale sull’innovazione che sta interessando la scuola italiana.
La CAPDI & LSM infatti, nel ribadire la sua piena condivisione per l’esigenza di una riforma complessiva del sistema d’istruzione e formazione, ritiene fondamentale, ai fini del successo della riforma stessa, pervenire ad un largo e diffuso coinvolgimento nei processi decisionali del mondo della scuola e particolarmente dei soggetti che dovranno attuarla.

OSSERVAZIONI E PROPOSTE DI EMENDAMENTO ALLO “SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO CONCERNENTE LA DEFINIZIONE DELLE NORME GENERALI RELATIVE ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA E AL PRIMO CICLO DELL’ISTRUZIONE, AI SENSI DELLA LEGGE 28 MARZO 2003, N.53” GIA’ EMENDATO IN SEDE DI CONFERENZA STATO-REGIONI IL 10 DICEMBRE 2003.

Le osservazioni e le proposte di emendamento, qui presentate, vanno prevalentemente ricondotte nell’ambito di competenza che più ci appartiene: quello dell’educazione motoria, fisica e sportiva.

PREMESSA
L’educazione motoria, fisica e sportiva si è definita in questi ultimi anni come componente essenziale per un’equilibrata crescita umana, culturale e sociale dei giovani e degli adulti per tutto l’arco della loro vita .
Già il Consiglio d’Europa e successivamente l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritengono e considerano le attività motorie benefiche non solo per lo sviluppo della personalità, ma anche per il conseguimento della buona salute.
Così il “Piano triennale nazionale della Sanità 1999/2001 invita “…a promuovere l’adozione di comportamenti … ad aumentare l’attività motoria per i giovani…” e il Piano sanitario nazionale 2002/2004 afferma che “nell'ambito dell'adozione di stili di vita sani, l'attività fisica riveste un ruolo fondamentale”
Il documento International Council of Sport and Physical Education dell’UNESCO pone l’accento sulla “quantità” di attività fisica necessaria per un adeguato curriculum educativo ( almeno 1/6 del tempo scolastico totale ).
Ricordiamo inoltre che in quasi tutti i paesi europei l’educazione motoria, fisica e sportiva è obbligatoria in tutto il percorso scolastico, per un monte ore annuale decisamente superiore a quello italiano.
Sottolineiamo ancora che l’applicazione di corretti ed efficaci programmi di attività motoria richiedono da parte dell’insegnante un livello di competenze specifiche sostenute solo da una formazione qualificata di grado universitario (diploma ISEF e laurea in scienze motorie ) che attualmente non è prevista per l’insegnamento nella scuola primaria ( ex elementare ).

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PROPOSTE DI EMENDAMENTI AL DECRETO
Si propone l’inserimento di tali principi tra le finalità dello schema di decreto della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado .

Prima proposta di emendamento
Capo III – La scuola primaria
Art.5 – Finalità…promuove , nel rispetto … ( aggiungere) e l’alfabetizzazione motoria

Seconda proposta di emendamento
Capo IV – Scuola secondaria di primo grado
Art.9 – Finalità della scuola…( aggiungere) sviluppa le conoscenze motorie e sportive

Al fine di garantire il diritto-dovere di cui all’art 4, lo Schema di Decreto Legislativo dispone, sia per la scuola dell’infanzia, per la primaria e la secondaria di 1°, un ORARIO OBBLIGATORIO e un ORARIO FACOLTATIVO ed OPZIONALE.
La sensazione, specialmente per la scuola secondaria di 1° grado, che prevede l’inserimento di una seconda lingua europea e la riduzione, mediamente, di tre ore settimanali obbligatorie per gli studenti, è che le altre educazioni possano subire una diminuzione (anche significativa) del monte ore annuale.
In considerazione delle valutazioni fatte in premessa, sosteniamo l’assoluta necessità di mantenere ( nei successivi Regolamenti applicativi ) il MONTE ORE OBBLIGATORIO ANNUALE PER L’EDUCAZIONE FISICA E SPORTIVA di 66 ORE ANNUALI .

Dobbiamo purtroppo rilevare che l’abolizione del tempo pieno e del tempo prolungato , riduce ulteriormente le ore obbligatorie di attività motoria e fisica nella scuola primaria e di 1° grado .
Oggi ad un alunno di prima e seconda classe a tempo prolungato di scuola media sono garantite 3 ore settimanali di educazione fisica.
Con la Riforma invece sarà possibile garantire solo 2 ore la settimana.
In questo caso anche l’attuale organico di educazione fisica nel tempo prolungato potrebbe subire una riduzione: circa una cattedra in meno ogni 8.

Terza proposta di emendamento
Art.14 bis ( riscrittura)

Al fine di realizzare le attività educative di cui all’art.7, commi 1, 2, 3 all’art.10 commi 1, 2, 3 è confermato per l’anno scolastico 2004/2005 , e per gli anni necessari all’attuazione della Riforma, il numero dei posti attivati complessivamente a livello nazionale per l’anno scolastico 2003/2004 per le attività di tempo pieno e di tempo prolungato ai sensi delle norme precedenti.

- La Capdi esprime forte perplessità per l’anticipo dell’iscrizione alla scuola dell’infanzia ( 2,5 anni ) e della scuola primaria ( 5,5 anni ), anche per la dichiarata immaturità motoria e psicologica delle nuove generazioni, che gli insegnanti di educazione fisica verificano quotidianamente durante le attività didattiche.
Addirittura nella prima ex elementare, potrebbero essere inseriti nella stessa classe alunni con 20 mesi di differenza ( iscritti tra i 5 anni e 4 mesi e i 7 anni).

Quarta proposta di emendamento
Art.2- Accesso alla scuola dell’infanzia: ( sostituire il 30 aprile con il 28 febbraio ).

Quinta proposta emendamento
Art.6 –Iscrizioni nella scuola primaria: ( sostituire il 30 aprile con il 28 febbraio ).

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RACCOMANDAZIONI AL GOVERNO
1. Nome della disciplina

La scelta di cambiare il nome della disciplina da Educazione Fisica a Scienze motorie e sportive non è condivisibile, anche dal punto di vista epistemologico. In tutto il mondo l’Educazione Fisica è considerata disciplina ed ha un suo preciso campo d’azione con una chiara e definita epistemologia. La motivazione del cambio del nome, già proposta dal precedente Governo, risiederebbe nella necessità di non confondere le educazioni, che hanno carattere di trasversalità, con le discipline in senso stretto.
Tuttavia, secondo il nostro parere, l’educazione fisica ha una sua storia ormai secolare ed una tradizione così consolidata che non sarebbe assolutamente possibile confonderla con le altre educazioni.

PROPOSTA :
Impegna il Governo a mantenere il nome della disciplina :Educazione motoria, fisica e sportiva o sinteticamente: Educazione fisica.

2. La Capdi & LSM condivide le perplessità di numerosi esperti , tra i quali il CNPI, sulla procedura attuata dal Governo allegando le INDICAZIONI NAZIONALI ( attivate come norma transitoria, forma non prevista dalla L.53/2003 ) al DECRETO ATTUATIVO relativo alla scuola dell’infanzia e al ciclo della scuola primaria.
La scelta del Ministero di aver messo a disposizione della scuola documenti “ transitori “ è risultata elemento di grande confusione.Tra l’altro numerosi sono gli spunti critici che gli insegnanti di educazione fisica osservano alle INDICAZIONI NAZIONALI e che vorrebbero discutere prime che queste diventino legge dello Stato.

In particolare desideriamo segnalare che:
- alcune categorie di prestazioni proposte non sono coerenti con le età degli allievi a cui fanno riferimento. Gli allievi cui si riferiscono quelle categorie di prestazioni non hanno infatti ancora sviluppato capacità cognitive e motorie ad un livello necessario per acquisirle.
- le definizioni, anche quelle relative a categorie adeguate allo sviluppo degli allievi, sono prive di riferimenti ai livelli che gli allievi devono acquisire;
- in alcune definizioni non vi è corrispondenza fra conoscenza e abilità;

PROPOSTA:
impegna il Governo a costituire un tavolo di discussione sulle INDICAZIONI NAZIONALI , con esponenti delle Facoltà di Scienze Motorie e delle Associazioni degli insegnanti di Educazione Fisica più rappresentative sul territorio nazionale.

3. ATTIVITA’ SPORTIVA SCOLASTICA

Nelle numerose interviste sollecitate sul problema ci è sempre stato assicurato che l’attività sportiva scolastica avrà uno sviluppo maggiore di quanto avvenga ora. Nonostante la legge 53 metta in evidenza che la riforma si pone come finalità un maggiore sviluppo dell’attività motoria e delle competenze ludico sportive degli studenti, in nessuno dei documenti applicativi pubblicati emergono interventi finalizzati a tal fine, al di là di generiche proposizioni di intenti. Inoltre in nessuno dei suddetti documenti si parla delle 6 ore settimanali di avviamento sportivo finora a disposizione degli insegnanti di educazione fisica.

PROPOSTA:
impegna il Governo ad individuare con certezza i finanziamenti per le ore complementari di educazione fisica, già normati dall’art. 85 CCNL, che permettono ai docenti di poter svolgere ore eccedenti fino ad un massimo di 6 ore settimanali.

4. DIPLOMA ISEF E LSM

Per quanto riguarda le attività didattiche ed educative di cui al comma 2 dell’art.7 del decreto legislativo in oggetto e la definizione dei titoli degli esperti con contratto di prestazione d’opera di cui al comma 4 dello stesso articolo, è opportuno precisare, che, per l’insegnamento delle scienze motorie e delle attività sportive sarà richiesto il possesso del diploma ISEF o della laurea in Scienze Motorie. Dovrebbero inoltre essere valutati in aggiunta eventuali altri titoli specifici per l’insegnamento delle attività motorie e sportive nella scuola primaria rilasciati dalle università (lauree specialistiche, master, corsi perfezionamento).

PROPOSTA:
Impegna il Governo, per quanto riguarda la definizione dei titoli degli esperti con contratto di prestazione d’opera di cui al comma 4 dell’art.7 del decreto legislativo, a provvedere affinché, nel decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca da emanare ai sensi dello stesso comma 4 di concerto con il Ministro per la funzione pubblica, sia richiesto il possesso del diploma ISEF o della laurea in Scienze Motorie per tutti gli insegnamenti inerenti alle scienze motorie ed alle attività motorie e sportive

OSSERVAZIONI AL PIANO PROGRAMMATICO DI INTERVENTI FINANZIARI

Come contemplato dall’art. 1 comma 3 della Legge 53/2003 lettera d) nel piano programmatico di interventi finanziari allegato al primo Decreto attuativo della riforma è previsto che le risorse vengano impegnate anche per lo sviluppo dell’attività motoria e delle competenze ludico-sportive degli studenti.

Al riguardo la CAPDI formula le seguenti osservazioni:

1. le risorse a sostegno dello sviluppo dell’attività motoria e delle competenze ludico-sportive degli studenti sembrano essere destinate soltanto all’orario extrascolastico, mentre a nostro avviso le priorità sono da individuare nell’ambito di una riqualificazione della disciplina in orario curricolare e di adeguate politiche di rimotivazione ed aggiornamento dei docenti in servizio, nonché per l’adeguamento e il potenziamento degli impianti sportivi scolastici.
2. Tutto ciò che è indicato nel piano programmatico (attività da svolgere in orario extrascolastico, organizzazione di manifestazioni nazionali dei Giochi Sportivi Studenteschi e la partecipazione di rappresentative studentesche italiane alle manifestazioni ISF) è già previsto da decenni.

3. Non si vede inoltre come sarà possibile ampliare la partecipazione degli alunni della scuola elementare alle competizioni scolastiche studentesche in assenza di insegnanti qualificati (diplomati ISEF o laureati in Scienze Motorie). I maestri elementari infatti, ai quali vanno sicuramente riconosciuti elevati livelli di preparazione e professionalità, se possono aver acquisito alcune competenze generali nell’educazione motoria, non sono certo in grado di assolvere compiti di preparazione e avviamento alla pratica sportiva. .

4. Per fugare le preoccupazioni dei docenti riguardo il mantenimento delle attuali 6 ore di attività complementari di educazione fisica previste dell’art. 85 del CCNL 2002/2005, visto che il punto d) del piano programmatico fa esclusivo riferimento alle attività da svolgere in orario extrascolastico, sarebbe bene puntualizzare che parte di questi fondi sono destinati ad incrementare o mantenere il finanziamento già previsto per lo svolgimento di tali ore eccedenti da parte dei docenti di educazione fisica.

5. Andrebbe chiarito che cosa si intende per orario extrascolastico; la riforma prevede infatti un curricolo nazionale obbligatorio ed un ampliamento del curricolo, facoltativo per gli studenti ma obbligatorio per le scuole. Tutta l’offerta formativa (obbligatoria e facoltativa), come risulta dalle modifiche proposte in sede di Conferenza Stato Regioni, dovrebbe essere gratuita. L’uso del termine extrascolastico appare a nostro avviso improprio ed ambiguo (tutto quello che si fa a scuola è scolastico) e potrebbe dare adito all’interpretazione che la pratica sportiva scolastica, su cui peraltro si dichiara di voler soprattutto investire, è qualcosa da situare al di fuori del curricolo ed all’esterno della scuola.

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CONSIDERAZIONI FINALI

Resta irrisolto il problema del personale che nella scuola primaria dovrà occuparsi dello svolgimento del programma previsto per le scienze motorie. Il contenuto delle indicazioni nazionali e il profilo in uscita del primo ciclo pongono obiettivi rilevanti, la cui specificità non può essere ricondotta al bagaglio culturale dei docenti della scuola primaria. E’ questo il motivo per il quale fino ad oggi l’educazione motoria nella scuola elementare è stata praticamente inesistente. Pur comprendendo le ragioni di carattere finanziario che hanno indotto il Governo a scartare l’ipotesi di affidare tale insegnamento a personale specializzato, riteniamo che per un successo della riforma dovrebbe essere studiata una soluzione che quantomeno tentasse di utilizzare appieno le risorse attualmente disponibili nella scuola, ovvero i maestri elementari in possesso di diploma ISEF e i docenti di educazione fisica che operano nelle scuole medie degli istituti comprensivi.
Teniamo a sottolineare che nell’ambito delle attività motorie e sportive opera, al di fuori della scuola, anche personale sprovvisto di una qualificazione adeguata e delle necessarie competenze biomediche e pedagogiche; con l’istituzione del corso di laurea in Scienze motorie le università stanno oggi formando molti giovani, destinati a occupare in futuro la gran parte del mercato del lavoro. Tuttavia la scarsa conoscenza, talvolta anche da parte delle istituzioni, dell’esistenza del percorso formativo universitario e dell’assenza di regole certe in merito alla qualificazione degli operatori del settore delle attività motorie e sportive, hanno permesso l’accreditamento presso il MIUR di enti o associazioni professionali che non hanno contatti con il mondo universitario e che operano con personale sprovvisto di titoli accademici. Il nostro timore è che queste agenzie di formazione possano occuparsi dell’aggiornamento dei docenti della scuola primaria, con il pericolo di riprodurre nella scuola i problemi non trascurabili che si verificano costantemente nel settore delle palestre private. Ancora più grave sarebbe affidare la gestione delle attività motorie e sportive nella scuola elementare (come oggi spesso avviene) a non ben precisati istruttori sportivi, che potrebbero essere sprovvisti non solo della laurea ma anche del diploma di scuola secondaria superiore ed avere ricevuto una formazione di modesta entità e qualità, limitata in alcuni casi a 8-12 ore in totale.

LA CAPDI & LSM ringraziando per l’attenzione, chiede al Presidente della Settima Commissione della Camera dei Deputati di considerare i contenuti e le osservazioni qui formulate ai fini della definizione finale del Decreto Legislativo e delle Raccomandazioni al Governo.

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Firma Presidente CAPDI & LSM
Flavio Cucco

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