Riforma secondo ciclo, terza bozza del decreto
12 aprile 2005
In sede di comitato orizzontale del CNPI il MIUR si è presentato oggi con una nuova bozza di decreto:
- La piena assunzione dell’apprendistato (ai sensi di L. 30 e DM 276/2003) nel sistema formativo (art.1), il fatto che diventa credito per la prosecuzione degli studi superiori ( art. 15) e che diventa sostituivo della frequenza dei corsi di istruzione e formazione professionale, se finalizzato al conseguimento di una qualifica (art. 16);
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Il fatto che le ore facoltative a scelta dell’alunno debbano essere prioritariamente utilizzate per recuperare le eventuali insufficienze nelle discipline obbligatorie;
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La possibilità nel liceo linguistico di studiare almeno una lingua non comunitaria;
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Il fatto che il liceo musicale assicuri la continuità con i precedenti corsi di indirizzo musicale nella scuola media;
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Il ritorno a 8 degli indirizzi del liceo tecnologico con l’introduzione dell’indirizzo “tessile e abbigliamento” ( viene conservato comunque anche il settore”moda”, già passato al liceo economico nell’indirizzo aziendale, mentre il liceo agrario aveva già assunto la più ampia denominazione di “produzione biologica e bioalimentare”);
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Sembra sparire del tutto l’insegnamento di discipline in lingue diverse dall’italiano;
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Le competenze acquisite nel sistema di istruzione e formazione professionale saranno registrate sul “libretto del cittadino” previsto dal DM. 276/2003;
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Le regioni definiranno gli organi di governo delle istituzioni formative;
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Vengono introdotte norme relative alla continuità tra primo e secondo ciclo per le discipline relative a strumento musicale, a lingua inglese e seconda lingua comunitaria e a scienze;
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L’avvio del tutto avverrà nell’anno scolastico 2006-07 si sottolinea contestualmente per i due sistemi, anche se sul trasferimento alle regioni dell’istruzione professionale si rimanda a una definizione in sede di governo ( stavolta, l’altra volta era in sede di confronto con il ministero degli affari regionali).
Al testo sono allegati piani orari, dai quali, sottolineiamo a titolo di curiosità, si evince che le ore di educazione fisica annue sono 33, pari a una per settimana, contrariamente ad alcune voci corse negli ultimi giorni che volevano il ritorno a 2 ore settimanali.
