A Parma un percorso di educazione motoria proprio
per tutti
La pratica sportiva a scuola per l´integrazione
delle persone disabili
di Alessandra Pederzoli
http://www.bandieragialla.it/articolo/1529.html
2003: anno europeo delle persone con disabilità. 2004: anno dedicato
all’educazione attraverso lo sport. A Parma sono state colte queste
due occasioni, provocazioni e sfide, per giocare un’avventura di
educazione allo sport e, nello stesso tempo, alla disabilità, nelle
scuole medie.
Da poco si è tenuta la conferenza stampa per il lancio del percorso“SportScuolaInsieme” per
l’anno 2004-2005 a fronte di un vincente risultato raggiunto lo scorso
anno che ha entusiasmato i tanti soggetti coinvolti (Comune di Parma, Federazione
Italiana Sport Disabili, Coni, C.S.A di Parma).
Sono molti gli spunti da raccogliere in questo percorso educativo che coinvolge il mondo della scuola, il mondo dello sport e quello della disabilità. Lo scopo fondamentale è proporre e far vivere lo sport alle classi delle scuole medie nelle quali sono inseriti ragazzi con deficit motorio, mentale o sensoriale per realizzare un’integrazione reale tra cosiddetti “normodotati” e cosiddetti “disabili”. Per questo sono stati impostati percorsi di educazione motoria non tradizionale. Solitamente è l’alunno con deficit a essere aiutato a inserirsi all’interno del gruppo, è lui che nelle ore di educazione fisica si adatta al gioco di classe: talvolta ne rimane fuori, talvolta scende in campo in modo non adeguato alla propria condizione rischiando così di non esprimersi in pieno attraverso le proprie potenziali abilità di sportivo.
La particolarità di questo progetto “SportScuolaInsieme” sta
nell’aver elaborato dei percorsi di educazione sportiva a partire
dalle caratteristiche e dalle possibilità di movimento del ragazzo
disabile. Questo significa per esempio insegnare all’intera classe
il gioco del basket in carrozzina: tutti imparano a fare canestro da seduti,
tutti si muovono in campo su sedia a rotelle. La sperimentazione ha preso
avvio con la disciplina del mini-basket, della scherma e del nuoto (per
il quale lo scopo principale, peraltro riuscito, era far partecipare anche
i ragazzi disabili ai giochi studenteschi di fine anno scolastico).
Così le partite in carrozzina, i giochi da bendati e le lezioni sportive
eseguite in assoluto silenzio hanno permesso all’intera classe di vivere
le lezioni alla stessa identica maniera, tutti hanno fatto le
stesse cose, nello stesso modo e probabilmente anche con gli stessi risultati.
E’ stata data così una duplice possibilità ai ragazzi:
a chi disabile di vivere in pieno lo sport mettendo in campo le proprie abilità,
a chi non disabile di “mettersi nei panni di”, oltre a giocare
partite e sport insieme ai compagni con i quali non erano soliti fare nelle
ore di educazione motoria.
Al lavoro in classe con i ragazzi è stato affiancato, e si affiancherà nell’anno 2004/2005, un intervento formativo per gli insegnanti di educazione fisica e per i tecnici federali delle società sportive. Un bel punto di arrivo. Una sfida anche fuori dalle mura di Parma, per il rilancio di una cultura e pratica sportiva che sia innanzitutto educazione, formazione alle abilità diverse di ciascuno, per arrivare a una integrazione che abbiamo visto possibile e realizzabile anche attraverso lo sport.
