Confederazione delle associazioni provinciali dei diplomati ISEF e dei laureati in scienze motorie

subglobal1 link | subglobal1 link | subglobal1 link | subglobal1 link | subglobal1 link | subglobal1 link | subglobal1 link
subglobal2 link | subglobal2 link | subglobal2 link | subglobal2 link | subglobal2 link | subglobal2 link | subglobal2 link
subglobal3 link | subglobal3 link | subglobal3 link | subglobal3 link | subglobal3 link | subglobal3 link | subglobal3 link
subglobal4 link | subglobal4 link | subglobal4 link | subglobal4 link | subglobal4 link | subglobal4 link | subglobal4 link
subglobal5 link | subglobal5 link | subglobal5 link | subglobal5 link | subglobal5 link | subglobal5 link | subglobal5 link
subglobal6 link | subglobal6 link | subglobal6 link | subglobal6 link | subglobal6 link | subglobal6 link | subglobal6 link
subglobal7 link | subglobal7 link | subglobal7 link | subglobal7 link | subglobal7 link | subglobal7 link | subglobal7 link
subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link | subglobal8 link

CAPDI Documenti

Logo CAPDI

Valutazione di fine semestre in una “Public High School” di New York
A.S. 2002-2003

di Daniela Putzu

Un annuncio su uno dei maggiori quotidiani italiani in cui il Board of Education di New York cercava insegnanti per le scuole pubbliche di NY; l’idea di rispondere considerandolo un gioco dal momento che non conoscevo abbastanza la lingua per poter essere ammessa; la sorpresa di essere stata selezionata e ammessa; l’ottenimento dell’anno sabbatico da parte del mio Preside.
Sono questi i passi che hanno preceduto la più fantastica e orribile esperienza della mia vita: insegnare educazione fisica in una high school di New York.
Le impressioni, riportate sul mio diario alla fine del primo semestre (corrispondente ad un anno scolastico della nostra scuola), sono le seguenti:
“Un semestre è passato. Sono sopravvissuta. E tutto sommato neanche male, se non conto i primi due mesi di scuola. Il sistema scolastico americano, però, non finisce ancora di stupirmi.
I voti vanno dal 20 al 100. La sufficienza la si ottiene con 65. Ma la valutazione è spesso molto arbitraria, per lo meno in educazione fisica e nella mia scuola.
Qui, nel paese delle cause e degli avvocati, tutto si riduce a mettere per iscritto le regole e a farle firmare ad alunni e genitori.
Migliaia di fogli fotocopiati; ogni docente per ogni alunno. La mia scuola ha 3.500 studenti e circa 120 docenti…..fate un po’ voi il conto!
Decine di migliaia di fogli andati in fumo! Infatti credo che nel cervello degli alunni di questa scuola non rimanga assolutamente alcuna traccia delle regole che spesso li portano alla bocciatura. Addirittura la maggior parte dei miei alunni del 4° anno, dopo ben 7 semestri consecutivi in palestra, non sa ancora che con più di 15 assenze ingiustificate (!!?15?) puoi essere bocciato.
Nelle mie classi il 25% degli alunni non è passato per questo motivo.
Ma, come dicevo, basta la firma sul foglio perché il docente sia completamente tutelato, mentre l’alunno spesso non è cosciente del perché riceva un voto piuttosto che un altro.
Se si comporta male riceve un meno che può valere la decurtazione di 5 punti nel giudizio finale. Se si pensa che gli alunni vedono gli stessi insegnanti tutti i giorni, quando hanno problemi comportamentali (o non sono sufficientemente terrorizzati dall’insegnante) riescono a collezionare una discreta quantità di “meno” che li potrebbe tranquillamente portare ad una valutazione negativa in pagella! Ma spesso loro non se ne curano, non tengono il conto dei “meno”, dei voti e dei “più”!
Infatti, naturalmente, possono avere anche degli “extra-credit” e rimediare o aumentare la valutazione finale. E qui la casistica delle motivazioni dei “+” la definirei quanto meno sorprendente:
- cancellare la lavagna - far venire i genitori ai colloqui - montare e smontare la rete di pallavolo
- distribuire e raccogliere fogli e compiti a casa alla classe - annotare le assenze dei compagni
- aiutare l’insegnante (fuori orario) a compilare i moduli con i voti finali degli alunni - …………….
L’aneddoto migliore, però, mi è arrivato da una collega che va molto fiera di aver inserito nella sua verifica finale della classe di Yoga le seguenti domande:
1) come si scrive correttamente il cognome della tua insegnante di yoga?
2) Come si chiamano il figlio e il marito?
3) Da quanti anni è sposata? !!!
Ogni insegnante ha usi e costumi diversi. Qualcuno si limita a lanciare qualche merendina o qualche dollaro omaggio quando gli alunni rispondono alle domande!!!! Mi vengono in mente i delfini delle Key Islands che ad ogni numero si guadagnavano qualche pesciolino!
Nella mia classe di “Health” (teoria sulla salute) non sono mai riuscita a trattare i miei alunni come cagnolini da ammaestrare, pur avendone bisogno e pur avendo ricevuto istruzioni di questo tipo ai corsi di aggiornamento di agosto.
Un giorno mi sono munita di barrette, caramelle e quant’altro e mi sono presentata agguerrita e baldanzosa in classe. Nel corso della lezione non ho avuto il coraggio di tirarli fuori e con la coda fra le gambe me li sono riportati a casa.
Mi sono sempre limitata ad assegnare i voti ai test (sono ammessi solo test scritti oggettivi!), a distribuire “meno” per comportamenti scorretti e “più” per risposte corrette alle domande o partecipazione particolarmente attiva. Anche se sono in un altro mondo, la mia professionalità non mi ha permesso altro!
In palestra, la maggior parte delle lezioni trascorrono in tornei e la squadra che vince si prende il “+”. Non importa se sei il capitano, un buon giocatore, l’anello debole della squadra o il perenne giustificato!
Ma, tanto, il voto in educazione fisica è determinato quasi esclusivamente dalle presenze, dal corretto abbigliamento da palestra e dal comportamento rispettoso!
La discussione fra i docenti italiani qui a NY spesso converge su un punto: è meglio il sistema soggettivo italiano o quello oggettivo americano?
La risposta, per me, è semplice. Primo, da quanto detto ci si rende conto che tanto oggettivi non sono neanche qui; secondo, i nostri alunni almeno sanno esprimersi anche oralmente! Da un sondaggio effettuato nella mia classe, studiando le emozioni, è emerso che la paura più diffusa fra i miei studenti è quella di parlare in pubblico. La seconda è risultata la morte!
Chi ha sempre pensato che l’italiano medio è l’espressione vivente del detto “fatta la legge, trovato l’inganno” non ha conosciuto la scuola americana!
Nella mia scuola, la regola prevede che se sei bocciato in una classe di educazione fisica, quel semestre non puoi far parte della rappresentanza sportiva di Istituto.
Lo scorso semestre, al termine della seconda valutazione intermedia (la terza è quella finale; come da noi i trimestri, ma qui durano circa due mesi) ho dato un’insufficienza a Tiyon, una ragazza della squadra di basket.
Dopo 3 settimane, il suo allenatore, un collega, mi ha chiesto se potevo cambiare la valutazione dato che aveva bisogno di inserire Tiyon in squadra.
All’inizio pensavo di aver capito male (ormai ci ero abituata!), ma poi ho realizzato che la procedura è semplicissima: compili un prestampato, scrivi la nuova valutazione e sigli. Non hai neanche bisogno di camminare fino alla segreteria, la ragazza stessa lo può consegnare personalmente!!!
E così, Tiyon -una ragazzona alta e larga il doppio di me, che i primi due mesi mi aveva fatto disperare camminando in giro quando doveva sedere, sedendo quando doveva lavorare e ridendo sguaiatamente con le sue compagnucce quando doveva ascoltare- si è beccata la sua sufficienza dovuta al fatto che pian piano si è piegata al domatore.
E’ il lieto fine che si confà ad ogni film americano!
Un sorriso largo da un orecchio all’altro è sul mio viso durante l’ultima ora dell’ultimo giorno di questo benedetto semestre. Ho un senso di vittoria e di sopravvivenza.
Ho raccolto i dati in mio possesso su ogni alunno e ho decretato le mie sentenze: “failing” o “passing” e i giochi sono fatti!
Nessun consiglio di classe, nessuno scrutinio. Solo io e il mio registro. Degli altri docenti non so assolutamente niente.
Qualche giorno dopo in un lungo bancone si affiancano una trentina di docenti, uno per ogni lettera dell’alfabeto. Dobbiamo distribuire 3.500 “report card” (simil-pagelle).
Il collega di fianco a me insegna matematica, mi dice di essere anche un po’ annoiato a fare questo lavoro da segreteria, ma ecco che un’alunna gli si avvicina:
Alunna “Mr. Bradley, nella mia report card ho 55 in matematica! Ma non mi aveva detto che sarei passata?”
Mr Bradley “Fammi vedere! Oh, hai ragione. Aspetta che correggo. Ecco fatto!”
Una sigla e via!

Home | Chi siamo | Mappa del sito | Contatti |
Copyleft:
2003-2006 CAPDI -Tutti i contenuti possono essere diffusi liberamente citandone la fonte