Confederazione delle associazioni provinciali dei diplomati ISEF e dei laureati in scienze motorie

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Al Ministro Moratti che è anche un genitore

Gli insegnanti di educazione fisica comune di Villorba Treviso

Il movimento, il gioco, l''attività motoria e sportiva è una scelta di campo, un proposito su come vorremmo che crescessero tutti i bambini.La domanda implicita, è questa: "come vorremmo che fossero i nostri bambini, i nostri ragazzi e le nostre ragazze?" Non abbiamo dubbi, con le ginocchia sbucciate. Che non hanno più, come ci dicono i pediatri, i medici, come ci accorgiamo osservandoli quotidianamente. Non avere le ginocchia sbucciate però non è da intendersi come un miglioramento degli standard di vita, al contrario rappresenta un danno, perché sta a significare che non si frequentano più cortili e strade, prati e piazze dove da sempre si giocava, si correva a perdifiato, a piedi, con la bicicletta, con i pattini. Si superavano ostacoli piccoli e grandi, si saltava e giù dai muri e dai muretti, si saliva sugli alberi, c'erano i giochi il campanon ,rialzo, la momola, nascondino. si lanciavano palline, palloni, con le mani, con i piedi, i giubbotti per terra come pali delle porte. Le guance rosse, un mondo nel quale il gioco aveva una sua dignità e così pure il corpo era espressione e nessuno ti diceva non correre che poi sudi.Giocando si socializzava e si cresceva, diventando abili e motoriamente capaci. Negli ultimi anni, complici una serie di fattori diversi, si è drasticamente ridotto il livellò di attività libere e di giochi di movimento dei giovanissimi.
Oggi i bambini e le bambine saltano dalla televisione al computer, prendono l'ascensore, anche per pochi piani, passano dalla macchina dei genitori a scuola, alla palestra, a lezione di inglese, di canto, dai nonni, dalla baby sitter e non voglio parlare dei meno fortunati che hanno davanti agli occhi la guerra le bombe le mine. Per i nostri bambini quelli fortunati, la socializzazione al movimento allo sport, l'esperienza del corpo agito non avvengono più in modo spontaneo,non regolato, così come è stato fino a pochi anni addietro. Ora si riempie il tempo libero dei giovanissimi con attività e corsi e impegni di vario genere, in primo luogo di carattere sportivo. mi è perfino capitato di sentire da un mio alunno che in palestra lui fa lo stepper sapete cos'è ? il simulatore delle scale!. Meno male che accade che facciano sport però dobbiamo distinguere e riconoscere e riflettere. I nostri ragazzi stanno crescendo con un'idea di corpo che non è positiva. Credono di dedicargli più tempo e attenzioni con lampade abbronzanti e cremine miracolose, palestra con macchine scolpiscimuscoli, addirittura il mito della chirurgia estetica. E poi si abbuffano con bevande sempre più gasate e zuccherate, snak non stop, ..e succede che nell'ultimo rapporto OMS l'Italia si è portata al primo posto in Europa per il numero di minori soprappeso.. Ci sono strade migliori? Strade percorsi, circuiti esperienze motorie e di vita per i nostri bambini, i cittadini di domani. Consideriamo la Francia, l'Inghilterra, la Germania , i bambini a partire dai 3 anni possono usufruire a scuola di minimo 3 ore la settimana fino a un ora al giorno di attività motoria a scuola. Occorre riconoscere che la scuola è in Italia purtroppo assente o quasi in questa crescita, cosi delicata, perché l'educazione fisica è inserita nei programmi ministeriali, con piena cittadinanza, solo dalle secondarie di l° grado (scuola media). Prima, per almeno cinque anni, l'educazione motoria non è affidata come negli stati dell'unione europea all'insegnante specifico di educazione motoria, e risulta così che l'Italia si pone all'ultimo posto come quantità oraria di movimento a scuola tra tutti gli stati europei: 480 ore totali nella vita di un ragazzo italiano contro le 2000 della Francia, le 1500 della Germania ,della Svezia dell'Inghilterra. Ora non si pensava che si potesse andare peggio di così, invece peggio si può: nella proposta di riforma della scuola superiore addirittura si propone di passare da due a una sola ora di attività sportiva alla settimana! Esattamente qui matura il nostro impegno. Lo sport , l'esperienza motoria sono cultura e la cultura non può che passare attraverso la scuola. Con questo noi insegnanti di educazione fisica ci poniamo un obiettivo alto, çhe sappiamo difficile e complesso. Intendiamo proporre un percorso all'educazione motoria ponendoci come traguardo l' elaborazione di una cultura dello sport che sappia coniugare il diritto all'istruzione con il diritto al gioco e allo sport, che insegni ad affrontare serenamente le mille situazioni rese possibili dalle pratiche motorie ,che insegni la cooperazione e non separi ; che non distingua tra idonei e non idonei, che non categorizzi. Lo sport è gioco e il movimento è vita è gioia. Attraverso le esperienze motorie scopriamo noi stessi, gli altri, i nostri e gli altrui limiti, scopriamo di essere umani, di sbagliare ma anche di saper fare. E' un esperienza senza la quale un bambino non è bambino, è la sua identità, la mediazione con il mondo esteriore e interiore. Non vogliamo e non proponiamo un'attività motoria e basta:, quando parliamo di educazione motoria nell'età più giovane intendiamo esattamente un'azione educativa che produca attraverso il gioco un apprendimento, un corpo vissuto sereno, ,con esperienze e prove gratificanti, non marcato da specializzazioni e da esclusioni. L'impegno si concretizza nella proposta di Legge che renda obbligatoria l'attività motoria a scuola insegnata da un docente professionalmente competente, che coinvolge tutti i bambini dai 6 ai 12 anni . Nel continuare a far conoscere e praticare l'educazione fisica e sportiva nella scuola media e superiore per un minimo di due ore la settimana. Ancora una volta la Scuola tutta la Scuola, in ogni suo ordine e grado -come luogo privilegiato e protetto dove promuovere la cultura del corpo, dello sport, dove riconoscere che nell'educazione l' educazione motoria è fondamentale.

Gli insegnanti di educazione fisica comune di Villorba Treviso

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