Comunicato CISL sulla riforma delle superiori e
sull'attuazione della riforma del primo ciclo
Nella riforma: da Educazione Fisica a Scienze Motorie e Sportive
La CISL Scuola, pur ribadendo tutte le proprie perplessità sulla
riforma, con il senso di responsabilità che contraddistingue
tutta la sua azione sindacale analizza le tematiche relative all’educazione
fisica e sportiva consapevole che, ancor oggi manca un reale confronto
di merito con il Governo e con il MIUR per “sanare” le
grosse lacune che emergono nelle Indicazioni relativamente al primo
ciclo, mentre emergono fortissime preoccupazioni per quanto contenuto
nelle line guida dell’emanando decreto di attuazione della riforma
relativamente al secondo ciclo.L’educazione motoria, fisica e sportiva è ormai
universalmente riconosciuta come una componente essenziale nel processo
di crescita equilibrata del bambino/adolescente.La scuola deve necessariamente
saper offrire ad ogni allievo l’opportunità di
realizzare efficaci esperienze motorie al fine di porre le premesse
per un corretto stile di vita e per un approccio consapevole alla pratica
sportiva.La riforma del sistema di istruzione e formazione, mettendo al
centro della sua mission la persona e lo sviluppo della sua personalità,
fornisce il PECUP e le Indicazioni nazionali, peraltro provvisorie,
che, in sostituzione dei programmi, disegnano uno scenario di OSA dettagliati
per discipline, educazioni ed attività.Tra le discipline che la
legge 53/03 ha più rivoluzionato nei
contenuti, negli obiettivi e nei percorsi didattici c’è sicuramente
l’attuale Educazione Fisica.Il passaggio da Educazione Fisica a Scienze
Motorie e Sportive ha portato il legislatore a rivisitare le finalità specifiche
della disciplina determinando una situazione del tutto nuova che merita
di essere esaminata con particolare attenzione.Nelle Indicazioni nazionali
l’attività sportiva scolastica
costituisce un indispensabile tirocinio educativo per l’integrazione
e la comunicazione sociale e, pertanto, deve essere valorizzata come
strumento educativo disciplinare finalizzato a perseguire gli obiettivi
della riforma: “ L’educazione integrale della persona e
l’educazione alla convivenza civile”.“Lo stile sportivo” è il particolare modo di intendere
e praticare i rapporti interpersonali e consente l’acquisizione
di qualità e di abiti morali in quanto tende alla disciplina
interiore, all’equilibrio psico-fisico nel quadro dell’educazione
sanitaria, all’approfondimento di condotte motorie personali,
esprime consuetudini di lealtà e di civismo e mira a consolidare
abitudini di collaborazione fra alunni, come impegno a dare il meglio
di se stessi nel confronto con gli altri; rappresenta un momento privilegiato
di “educazione ai veri valori della vita” (educazione all’impegno,
al sacrificio, alla collaborazione, al senso del gruppo, alla lealtà,
al rispetto delle regole) e che perciò concorre in modo preponderante
all’educazione integrale della personaSi può quindi affermare che ben si presta a perseguire gli
obiettivi specifici di apprendimento per “ L’educazione
alla convivenza civile ” previsti dalle Indicazioni nazionali.A ciò concorre l’attività sportiva scolastica
quale “Propedeutica essenziale” al rapporto che si stabilirà tra
la persona e lo sport per il resto della vita, ed è caratterizzata
da un notevole spessore cognitivo, emozionale ed affettivo, dal momento
che è compito della scuola far comprendere lo sport e non solo
farlo praticare.Tra la scuola e lo sport si è creata nel tempo una “Mediazione
culturale” con finalità educative, che occorre riaffermare
e rilanciare anche con la riforma.È necessario, quindi, che la pratica
sportiva scolastica continui ad essere un momento educativo qualificante,
indispensabile alla crescita fisica, psichica e sociale degli alunni, anche,
e non ultimo, come valida azione preventiva rispetto alle devianze sociali,
in quanto abitua ai comportamenti corretti ed alle sane abitudini di vita.Nel
novembre 2004 con grande enfasi, è stato presentato il
Progetto: “Alimentazione, movimento, stili di vita: istruzione
per l’uso” promosso dal MIUR e Federalimentari.L’intento evidente dell’iniziativa è quello di
introdurre nei percorsi didattici delle scuole primarie e secondarie
di 1° grado un’attività motoria quotidiana di almeno
trenta minuti finalizzata alla lotta al soprappeso e all’obesità.Non
v’è dubbio che un’attività motoria correlata
ad una corretta alimentazione costituiscono “componenti essenziali
per uno stile di vita salutare”.Purtroppo, in questa iniziativa,
non ci sembra di riscontrare la declamata “coerenza” con
la Riforma avviata, giacché l’orario dedicato a questa
pratica, nei due ordini di scuola, è complessivamente diminuito.
Scuola primaria
La legge di riforma introduce un ambizioso programma di indicazioni.Gli
obiettivi specifici di apprendimento per la classe prima, per il primo
ed il secondo biennio esigono una forte implementazione, sia sul piano
tecnico che sul piano didattico, delle attività finora
svolte.Questo implica l’impiego di specifiche professionalità e
competenze che nella nuova laurea specialistica richiesta per l’accesso
alla scuola primaria non sembrano sufficientemente considerate. Tali requisiti
potrebbero essere, invece, rinvenibili in una “riadattata” laurea
in scienze motorie. Nella scuola primaria i laureati in scienze motorie
e/o i diplomati ISEF sono già utilizzati come consulenti sportivi
e riferimento organizzativo. Esistono delle iniziative in tal senso, in
qualche realtà locale,
con l’utilizzo dei soprannumerari e in Veneto si sta sperimentando
una convenzione tra MIUR e Regione per la promozione dell’attività sportiva
e ludica nelle scuole di ogni ordine e grado.Necessita, comunque, un grosso
investimento in formazione nei confronti degli insegnanti elementari
chiamati ad adeguare il loro “comportamento
insegnante” agli specifici obiettivi di apprendimento disciplinare.
Scuola secondaria di primo grado
Nella Scuola Secondaria di I°grado gli obiettivi e le attività non
sono proposti in base ad una logica sequenziale rispetto al percorso
di apprendimento degli alunni. Tutto è affidato alle capacità progettuali
ed organizzative dei singoli docenti nella pianificazione didattica delle
finalità proposte
dalla riforma, senza specifiche ed operative indicazioni. La verifica degli
apprendimenti e la valutazione intermedia e finale richiederà un
notevole impegno per risultare oggettiva, soprattutto perché il
docente è continuamente chiamato a personalizzare
il percorso, con obiettivi formativi adatti ai singoli allievi, non
sempre realizzabili con la quantità oraria riservata alla disciplina
(per le prime e seconde classi di scuola secondaria l’orario
si riduce da 3 a 2 ore settimanali). Il richiamo continuo alla pratica
di alcuni sport, ai gesti arbitrali in diverse discipline sportive,
ai metodi di allenamento, non sono, poi, concretizzabili nel loro naturale
approfondimento pratico. Manca, infatti, un riferimento qualsiasi all’avviamento
alla pratica sportiva. Occorre, di conseguenza, rendere indispensabile
l’effettuazione
delle ore facoltative di Scienze Motorie e Sportive, quale naturale
completamento delle attività curriculari, in quanto dovrebbero
rappresentare “il momento educativo qualificato” di insegnamento
personalizzato o di piccoli gruppi omogenei, mirato a colmare eventuali
gap di ordine fisico, affettivo, emotivo e relazionale, con lo scopo
di sostenere sia lo sviluppo delle qualità fisiche, sia l’educazione
integrale della persona, quest’ultima ripetutamente richiamata
dalla Riforma. Le ore facoltative scelte dalle famiglie e le ore di avviamento
alla pratica sportiva dovrebbero rappresentare due momenti distinti
e separati di approfondimento educativo e formativo. Le ore facoltative
dovrebbero rappresentare un momento qualificato di insegnamento personalizzato
per prevenire, colmare, e sviluppare capacità ed abilità sia
fisiche sia comportamentali.
Scuola secondaria di secondo grado
Il 13 gennaio u.s. sono state presentate le linee guida del preannunciato emanando decreto di attuazione della riforma per il secondo ciclo.Se può essere condivisibile che Scienze motorie rientri tra gli standard minimi dei percorsi formativi del sistema IFP, non lo è in modo assoluto il dimezzamento dell’orario settimanale in tutti i percorsi liceali lasciando agli studenti e alle famiglie la possibilità di implementarlo all’interno dell’offerta opzionale obbligatoria.
La pratica sportiva
Le ore di avviamento alla pratica sportiva, quale insegnamento complementare, sono state finora parte integrante della disciplina (Programmi per la Scuola Media D. M. 9 Febbraio 1997 ). Il CCNL ha recepito tale situazione ed ha disciplinato le modalità di prestazione, nonché la retribuzione per i docenti che svolgono quest’attività. Si è trattato di una precisa scelta confederale ed in particolare della CISL Scuola che ha chiesto ed ottenuto che i compensi non fossero più regolati da circolari ma dalla contrattazione. L’avviamento alla pratica sportiva è sicuramente l’attività necessaria per mantenere quel raccordo con il mondo dello sport ed organizzare tutte quelle attività, come i giochi della gioventù e/o i campionati studenteschi, ai vari livelli, magari ripensati come collocazione territoriale, che dell’avviamento alla pratica sportiva sono il naturale coronamento. A tal fine può continuare ad essere efficace il modello organizzativo dei Coordinatori regionali e provinciali meglio raccordato con il territorio e con le scuola autonome. Ovvio che non è possibile continuare ad avere finanziamenti esitanti come accade attualmente; l’avviamento alla pratica sportiva deve tornare a finanziamenti certi e finalizzati.
Considerazioni finali
Appare del tutto scontato rilevare che l’attività motoria debba essere sostenuta con forza, pertanto si chiede:
· conferma della situazione attuale nella scuola media (orari, organici e norme di sostegno alla pratica sportiva) recuperando il patrimonio di innovazioni realizzate nel corso degli anni;
· implementazione dell’attività motoria nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, prevedendo la presenza di docenti-consulenti da inserire nel team modulo.
La CISL Scuola è impegnata in ogni sede a perseguire queste rivendicazioni a tutela della qualità del servizio scolastico e per la valorizzazione della professionalità degli operatori.
(bozza di documento elaborata da Bonomo Dionisio, Ceseri Franco, Fagioli Renzo, Lepri Paolo, Minore Vito, Mombelli Silvano, Pugliese Mario)
