Documento DS su riforma Moratti secondo ciclo
Anna Paola
Concia – Responsabile Nazionale Sport DS
On. Giovanni Lolli – Commissione
Cultura e Sport Camera dei Deputati
La scure implacabile del Ministro Moratti sulla scuola italiana ha
fatto un’altra vittima: l’educazione fisica.
Nello schema presentato di riforma della scuola superiore, le ore di
educazione fisica per gli alunni tra i 14 e i 19 vengono ridotte dalle
misere e insufficienti due ore, addirittura ad una sola ora obbligatoria.
Il resto della educazione fisica e sportiva gli alunni ‘potranno’ svolgerlo
nel complicato e iniquo sistema delle ore ‘obbligatorie facoltative’ in
cui dovranno scegliere tra tante opzioni.
Questa nuova proposta di riforma
della scuola superiore è in
linea con una tendenza del Ministro Moratti e di tutto il Governo,
che al di là delle parole, sta marginalizzando sempre di più l’educazione
motoria e sportiva nella scuola.
Mentre in tutta Europa è generalmente riconosciuto il fondamentale
valore educativo dell’educazione fisica e sportiva per i giovani,
il nostro paese, che tra l’altro è agli ultimi posti come
quantità di ore di educazione motoria e sportiva nella scuola,
in controtendenza rispetto agli altri stati riduce ulteriormente gli
spazi educativi su questa materia.
Per noi, invece, un dato imprescindibile
con il quale guardare la complessità dei processi educativi e formativi, è quello
che non si può prescindere dal sapere motorio, dall’esperienza
motoria, dall’intelligenza motoria per costruire un armonico
sviluppo psicofisico di un fanciullo a partire dalla primissima infanzia.
Accanto a questo è importantissimo affermare un nuovo modello
sportivo per i giovani.
Questo nuovo modello sportivo, se da una parte non può non tenere
conto della naturale evoluzione della società e quindi degli
stili di vita, non può prescindere da un profondo ripensamento
del rapporto che i giovani hanno con il proprio corpo e con l’esperienza
motoria come esperienza di conoscenza, di relazione, di socializzazione
con il mondo.
Per fare ciò è necessario rilanciare con forza il ruolo
dell’educazione motoria e sportiva nella scuola.
Lo sport, l’esperienza motoria, il movimento, sono CULTURA, fanno
CULTURA. I contenuti della proposta educativa relativa alla attività motoria
costruiscono una corretta CULTURA SPORTIVA nei giovani.
Una corretta
cultura sportiva è purtroppo ciò che manca
nel nostro paese, e le conseguenze di questa mancanza sono sotto gli
occhi di tutti:
L’avviamento precoce dei giovani all’agonismo, che si porta
dietro la necessità della vittoria a tutti i costi, e la caduta
fin troppo facile nei fenomeni di doping, molto diffusi tra i ragazzi.
L’obesità e anoressia come conseguenza della mancanza
di movimento e di rapporto con il proprio corpo.
I fenomeni di violenza e di bullismo
La mancanza di socialità, di cooperazione, di collaborazione
tra i giovani.
La costruzione di una cultura sportiva non può che passare
attraverso la scuola. E’ la scuola il luogo primario e deputato
a svolgere questa funzione. E’ nella scuola che va recuperata
questa dimensione, fino in fondo e a pieno titolo.
Per queste ragioni
e perché crediamo che l’educazione
motoria e sportiva sia un diritto di tutti gli alunni e le alunne a
tutte le età, chiediamo al Ministro Moratti di ritirare la proposta
in oggetto e di ascoltare le ragioni di tutte quelle migliaia di insegnati
di educazione fisica e di tutto il mondo sportivo che unanimemente
e con forza le chiede di recedere da questa decisione.
