Confederazione delle associazioni provinciali dei diplomati ISEF e dei laureati in scienze motorie

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A.D.E.F.S. ANCONA
(Associazione Diplomati Educazione Fisica & L.S.M.)

Dopo un’attenta e accurata lettura della bozza di riforma del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e di formazione, non si può che rimanere sconcertati per il dimezzamento dell’orario obbligatorio riservato all’insegnamento delle Scienze Motorie e Sportive (ex Educazione Fisica e Sportiva). Questa bozza di riforma disattende totalmente ciò che il Parlamento aveva stabilito nel promulgare la legge 53 di riforma della scuola, dove, tra i suoi punti qualificanti, all’art.1, comma 3, punto d) si legge: “ a sostegno dello sviluppo dell'attività motoria e delle competenze ludico-sportive degli studenti”. Tale intendimento, ampiamente enfatizzato dal Ministro Moratti quando ha presentato il “2004 Anno europeo dell’educazione attraverso lo sport”, è stato totalmente disatteso e contraddetto dall’attuale bozza. Totalmente disatteso e contraddetto dal Ministero è anche il valore che organizzazioni mondiali come ONU e OMS hanno dato all’attività motoria dei giovani. Esse, infatti, hanno decretato il 2005 come “l’Anno contro l’obesità” e “l’Anno mondiale dello sport e dell’educazione fisica”, per non parlare poi del novembre 2004, mese in cui con grande enfasi, è stato presentato il Progetto: “Alimentazione, movimento, stili di vita: istruzione per l’uso” promosso dal MIUR e Federalimentari che aveva l’intento evidente di introdurre nei percorsi didattici un’attività motoria quotidiana di almeno trenta minuti finalizzata alla lotta al soprappeso e all’obesità. Lo Sport non può essere una materia da scegliere, è invece uno stile di vita a cui essere educati e la scuola deve necessariamente saper offrire ad ogni allievo l’opportunità di realizzare efficaci esperienze motorie al fine di porre le premesse per un corretto stile di vita e per un approccio consapevole alla sua pratica. “Lo stile sportivo” è il particolare modo di intendere e praticare i rapporti interpersonali e consente l’acquisizione di qualità e di abiti morali in quanto tende alla disciplina interiore, all’equilibrio psico-fisico nel quadro dell’educazione sanitaria, all’approfondimento di condotte motorie personali, esprime consuetudini di lealtà e di civismo e mira a consolidare abitudini di collaborazione fra pari, come impegno a dare il meglio di se stessi nel confronto con gli altri; rappresenta un momento privilegiato di “educazione ai veri valori della vita” (educazione all’impegno, al sacrificio, alla collaborazione, al senso del gruppo, alla lealtà, al rispetto delle regole) e che perciò concorre in modo preponderante all’educazione integrale della persona. A ciò concorre l’attività sportiva scolastica quale “Propedeutica essenziale” al rapporto che si stabilirà tra la persona e lo sport per il resto della vita, ed è caratterizzata da un notevolissimo spessore cognitivo, emozionale ed affettivo, dal momento che è compito della scuola far comprendere lo sport e non solo farlo praticare.
Tra la scuola e lo sport si è creata nel tempo una mediazione culturale con finalità educative, che occorre riaffermare e rilanciare anche con la riforma. Secondo l’indagine Doxa, Junior 2002, sul comportamento dei ragazzi dai 5 ai 13 anni, l’88% dei giovani pratica almeno uno sport a scuola, mentre il 59% lo pratica al di fuori della scuola, questo significa che la scuola recupera alla pratica sportiva almeno il 29% di giovani che altrimenti non avrebbe alcun rapporto con l’attività fisica. Mentre in tutta Europa è generalmente riconosciuto il fondamentale valore educativo dell’Educazione Fisica e Sportiva per i giovani, il nostro paese, che tra l’altro è agli ultimi posti come quantità di ore di educazione motoria e sportiva nella scuola, in controtendenza rispetto agli altri stati, riduce ulteriormente gli spazi educativi di questa materia. Un dato inconfutabile con il quale guardare la complessità dei processi educativi e formativi, è quello che non si può prescindere dal sapere motorio, dall’esperienza motoria, dall’intelligenza motoria per costruire un armonico sviluppo psicofisico del fanciullo a partire dalla primissima infanzia.
Accanto a questo è importantissimo affermare un nuovo modello sportivo per i giovani. Questo nuovo modello sportivo, se da una parte non può non tenere conto della naturale evoluzione della società e quindi degli stili di vita, non può prescindere da un profondo ripensamento del rapporto che i giovani hanno con il proprio corpo e con l’esperienza motoria come esperienza di conoscenza, di relazione, di socializzazione con il mondo. Per fare ciò è necessario rilanciare con forza il ruolo dell’educazione motoria e sportiva nella scuola. Lo sport, l’esperienza motoria, il movimento, sono CULTURA, fanno CULTURA. Una corretta cultura sportiva è purtroppo ciò che manca nel nostro paese, e le conseguenze di questa mancanza sono sotto gli occhi di tutti: L’avviamento precoce dei giovani all’agonismo, che si porta dietro la necessità della vittoria a tutti i costi, la caduta fin troppo facile nei fenomeni di doping, l’obesità e anoressia come conseguenza della mancanza di movimento e di un sereno rapporto con il proprio corpo, i fenomeni di violenza e di bullismo, la mancanza di socialità, di cooperazione, di collaborazione tra i giovani. La costruzione di una cultura sportiva non può che passare attraverso la scuola, è la scuola il luogo primario e deputato a svolgere questa funzione, è nella scuola che va recuperata questa dimensione, fino in fondo e a pieno titolo.
Considerazioni finali: Per queste ragioni e perché crediamo che l’educazione motoria e sportiva sia un diritto di tutti gli alunni e le alunne a tutte le età,

chiediamo

al Ministro Moratti di rivedere questa bozza di riforma, e in coerenza con le linee di indirizzo dei Piani Sanitari Nazionali, dell’OMS e del Consiglio d’Europa presso cui il Governo italiano ha sottoscritto il 30 aprile 2003 la raccomandazione Rec(2003)6 che prevede “almeno 3 ore settimanali di Educazione Fisica nella scuola”

 di ripristinare per tutti gli anni di studio, le attuali due ore settimanali obbligatorie di Scienze Motorie e Sportive nella riforma della scuola secondaria di secondo grado.

 Di prevedere la terza ora obbligatoria di Scienze Motorie e Sportive nella attuale scuola media, recuperando il patrimonio di innovazioni realizzate nel corso degli anni;

 Di implementare l’attività motoria nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria, prevedendo la presenza di docenti/coordinatori (in possesso del Diploma ISEF o L.S.M.) da inserire nel team modulo.

Firmato Mauro Pieri

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