Interrogazione a risposta in Commissione
Al Ministro dell’Istruzione
Premesso che
in tutta Europa è generalmente riconosciuto il fondamentale valore educativo dell’educazione fisica e sportiva per i giovani, mentre il nostro paese è agli ultimi posti come quantità di ore di educazione motoria e sportiva nella scuola.Un dato con il quale affrontare la complessità dei processi educativi e formativi, è quello che non è possibile prescindere dal sapere, dall’esperienza e dall’intelligenza motoria per costruire un armonico sviluppo psicofisico di ragazzi e ragazze a partire dalla primissima infanzia. Lo sport, l’esperienza motoria, il movimento, sono e fanno cultura. I contenuti della proposta educativa relativa alla attività motoria costruiscono una corretta cultura sportiva nei giovani. Una corretta cultura sportiva è purtroppo ciò che manca nel nostro paese, e le conseguenze di questa mancanza sono sotto gli occhi di tutti : l’avviamento precoce dei giovani all’agonismo, che si porta dietro la necessità della vittoria a tutti i costi, e la caduta fin troppo facile nei fenomeni di doping, molto diffusi tra i ragazzi. L’obesità e l’anoressia come conseguenza della mancanza di movimento e di rapporto con il proprio corpo; i fenomeni di violenza e di bullismo; l’assenza, in molte situazioni, di relazioni sociali improntate ai principi di solidarietà, di autenticità, di collaborazione tra pari. La costruzione di una cultura sportiva non può che passare attraverso la scuola. E’ la scuola il luogo primario e deputato a svolgere questa funzione. E’ nella scuola che va recuperata questa dimensione, fino in fondo e a pieno titolo. Nella bozza di decreto attuativo della legge 53 relativo alla secondaria superiore presentata dal Ministro, le ore di educazione fisica per gli alunni tra i 14 e i 19 vengono ridotte dalle già insufficienti due ore, addirittura ad una sola ora obbligatoria. Gli alunni “potranno” svolgere il resto della educazione fisica e sportiva nel complicatosistema delle ore “obbligatorie / facoltative” in cui dovranno scegliere tra tante opzioni. in controtendenza rispetto agli altri Stati nel nostro Paese, si riducono ulteriormente gli spazi educativi di questa materiaper saperese il Ministro Moratti sia consapevole del danno che questa drastica riduzione oraria, in contrasto peraltro con le indicazioni europee, arrecherebbe a un equilibrato sviluppo psicofisico delle giovani generazioni; e se, anche ascoltando le ragioni delle migliaia di insegnanti di educazione fisica e dell’intero mondo sportivo, intenda ritirare la proposta in oggetto nell’interesse in primo luogo degli studenti, da Ella stessa considerati i soggetti centrali dei percorsi formativi e di ogni ipotesi di riforma
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