Lettera del rappresentante del VI ciclo SSIS-Bologna ind. Scienze Motorie
Dopo la lettura
della bozza di riforma del secondo ciclo del sistema educativo di istruzione
e di formazione voglio esprimere il mio dissenso per la proposta di ridurre
le ore di Educazione Fisica in ogni tipo di scuola superiore.
Sono sconcertato dall’aggressione a questa disciplina, che questo Ministero
sta perpetrando, disattendendo totalmente ciò che il Parlamento aveva
stabilito promulgando la legge 53 di riforma della scuola, tutto ciò a
discapito, dell’art.1, comma 3, punto d) della Legge 53 di riforma
della Scuola in cui cardine qualificante risulta “a sostegno dello
sviluppo dell'attività motoria e delle competenze ludico-sportive
degli studenti”. Sovvertendo anche ogni intendimento promosso dalla
Sig.ra Moratti, alla presentazione dell’Anno Europeo dell’Educazione
attraverso lo Sport.
E’ evidente che il Ministero ha tradito tale impegno, nonostante lei
abbia ampiamente enfatizzato quanto sia importante l’attività motoria
e lo sport per i giovani in tutte le sue interviste, nelle sue partecipazioni
a dibattiti o a convegni, come alla presentazione del “2004 Anno europeo
dell’educazione attraverso lo sport”;
Mentre l’OMS dichiara il 2005 anno contro l’obesità e
l’ONU dichiara il 2005 l’anno internazionale dello sport e dell’educazione
fisica, mentre in tutto il mondo si pongono in evidenza i problemi motori
dei giovani e si riflette su come aumentare le occasioni per aiutarli ricordiamo
che l'attuale stile di vita va, via, via, riducendo le occasioni di movimento
e di gioco, facendo emergere problematiche legate alla ipocinesia,
il Governo Italiano per mano del Ministro Moratti, diminuisce le occasioni
per evitare l'insorgere di queste problematiche diminuendo le ore di Scienze
Motorie e Sportive nella scuola e addirittura, come nel caso del triennio
finale delle superiori di 2° grado, dimezzandole;
nella primaria si nega l’insegnamento della disciplina ai laureati
in Scienze motorie ed ai Diplomati ISEF, cosa che invece è di prassi
in tutti i Paesi Civili Europei e persino Africani (giusto per osservare);
Forse a qualcuno è sfuggito che l’età d’oro della
motricità è compresa tra i 5 e gli 11 anni?
Da più parti, ormai, viene riconosciuto il ruolo che l'educazione
motoria e sportiva riveste nella crescita umana e sociale dei nostri giovani.
Da più parti si è consapevoli che la cultura motoria e sportiva
nel nostro paese è ancora molto limitata.
La Scuola, con le sue enormi potenzialità, che le permettono di agire
su tutti, ha sempre svolto un ruolo primario nel trasmettere ai giovani le
conoscenze fondamentali per un corretto vivere civile, per potenziare le
conoscenze e competenze al fine di un migliore inserimento nella società,
per consentire di padroneggiare gli strumenti atti a comprendere e modificare
se stessi e la realtà che li circonda.
Alla luce di tutto ciò non comprendiamo come si possa riservare alla
disciplina delle scienze motorie e sportive una sola ora di insegnamento
settimanale.
Non si comprende come si possano raggiungere gli obiettivi didattici e formativi,
in una materia pratica, con una sola ora settimanale.
Gli studenti devono avere l’opportunità di gestire, conoscere
e controllare la propria motricità; devono avere l’occasione
di incrementare l’autostima, di rafforzare la loro personalità;
devono avere occasioni di confronto, anche agonistico, con i pari età,
che non siano solo a carattere dialettico e verbale.
Lo schema del D.L. 17/01/05 cancella di netto la valenza che è stata
attribuita, fino ad oggi, all’attività motoria, fisica e sportiva.
Come è possibile acquisire, con questa bozza di organizzazione oraria
prevista, quel patrimonio in termini di ricchezza umana che l’ Educazione
motoria e sportiva può dare.
A nome mio ed a nome degli attuali e futuri insegnanti di scienze motorie
e sportive mi sento di dire che siamo delusi da tale proposta, anche perché,
ancora una volta, in Europa rimaniamo una nazione non al passo coi tempi
e non alla pari con le altre nazioni in tema di organizzazione scolastica.
Gli Stati Generali avevano fatto auspicare una Scuola dove, finalmente, veniva
data una forte spinta alla pratica motoria e sportiva ai fini educativi.
Oggi, invece, ci ritroviamo nella necessità di affermare l’importanza
che la materia riveste e a rivendicare un numero di ore adeguato nell’organizzazione
oraria della riforma.
Egregio Ministro, mi auguro che lei riveda la bozza presentata e con i suoi
collaboratori ritorni sulle sue decisioni riportando a due le ore di educazione
fisica previste nel secondo ciclo dell’ Istruzione.
Il Rappresentante del VI ciclo SSIS-Bologna ind. Scienze Motorie
Agostino Sorbara
