Confederazione delle associazioni provinciali dei diplomati ISEF e dei laureati in scienze motorie

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Associazione di Insegnanti di Educazione Fisica di Milano, PRISMA

Gent.mo Signor Ministro,

L’Associazione di Insegnanti di Educazione Fisica di Milano, PRISMA, le rinnova il forte dissenso per la proposta di riduzione delle ore di Scienze Motorie e Sportive nelle scuole di istruzione secondaria di II° grado motivandolo con quanto segue.
1. Si sta verificando un evidente e drammatica contraddizione fra quanto scritto nella legge e quanto espresso dai decreti delegati.
Tra i punti qualificanti della legge n. 53, che il Parlamento ha approvato, all’art.1, comma 3, punto d) si legge: “a sostegno dello sviluppo dell'attività motoria e delle competenze ludico-sportive degli studenti”. Il fatto che il Parlamento abbia specificamente espresso che l’attività motoria debba essere ampliata, credo significhi che quanto fatto sino ad ora non è sufficiente per affrontare e risolvere i problemi che i giovani manifestano attualmente.
Tutti gli italiani hanno potuto notare, come Lei signor Ministro abbia affrontato, in ogni occasione pubblica, i problemi dei giovani e abbia affermato quanto sia importante per loro fare attività motoria e sportiva.
E’ stata molto puntuale al riguardo in tutti i convegni dove ha presentato, per esempio, le iniziative che il Governo ha messo in atto per il “2004 Anno europeo dell’educazione attraverso lo sport”.
2. A sostegno di quanto da Lei espresso pubblicamente è intervenuto un minuscolo libricino, minuscolo di dimensione, ma importantissimo nel contenuto, inviato agli Italiani dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero della Salute intitolato "PENSIAMO ALLA SALUTE".
Il tema trattato è l'uso corretto dei farmaci, ma nelle premesse alcune frasi esprimono concetti che Lei ha ampiamente utilizzato nelle uscite pubbliche, e che riporto testualmente:
… molte di queste malattie, chiamate cronico – degenerative, sono legate principalmente a …. La scarsa attività fisica, …….
….. La salute è un diritto, ma allo stesso tempo è un dovere per ciascuno di noi partecipare ai processi che la promuovono sul piano individuale e sociale.
…. Nei paesi industrializzati per esempio la mancanza di esercizio fisico … causano obesità in una larga fetta di popolazione anche giovanile.
Sono frasi che non sono state ricavate da un testo specialistico, bensì sono l’espressione del Governo attuale di cui Lei è una importante componente.
3. Sempre a sostegno delle sue tesi espresse pubblicamente sono intervenuti importanti organismi mondiali a cui l’Italia aderisce da sempre. L’ONU e OMS, infatti, hanno decretato che il 2005 sarà “l’anno contro l’obesità” e “l’anno internazionale dello sport e dell’educazione fisica”.
Credo che questa scelta sia dovuta, come Lei ha ampiamente ricordato in numerose occasioni pubbliche, alla situazione preoccupante e pericolosa nella quale vivono i giovani.
4. Ancora più specifici nei loro suggerimenti sono stati il Consiglio d’Europa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Unesco che hanno sollecitato i paesi membri, come l’Italia, a programmare Piani Sanitari Nazionali, nei quali oltre a porre l’accento sulla qualità, sia ben marcata l’attenzione anche sulla quantità di attività motoria necessaria per un adeguato percorso formativo nel curriculum educativo scolastico, individuando nella pratica costante e continua dell’ attività motoria, fisica e sportiva la risposta per contrastare l’insorgere di problematiche sanitarie quali l’aumento della sedentarietà e quindi del sovrappeso e dell’obesità, l’aumento di atteggiamenti posturali scorretti, la diminuita capacità e funzionalità degli apparati cardiocircolatorio, respiratorio, muscolare e articolare, tutte evenienze che anche gli insegnanti di educazione fisica riscontrano in modo sempre più evidente negli alunni frequentanti la scuola italiana degli ultimi anni.
Credo che gli argomenti di riflessione siano sufficienti a ricordarle ciò che Lei ha continuamente fatto presente agli Italiani e che ha fortemente sostenuto nella scrittura della legge 53.
Credo sia indispensabile, ora, che a livello politico alle parole seguano i fatti e che soprattutto i fatti siano coerenti con le dichiarazioni pubbliche.
Purtroppo i decreti delegati attualmente pubblicati e la bozza delle superiori esaltano l’esatto contrario di quanto dichiarato pubblicamente.
Nella scuola primaria non è stato inserito personale qualificato per la realizzazione delle Scienze Motorie e Sportive. Sono stati definiti degli OSA molto specifici e comprensibili solo da personale specializzato, ma nulla è stato fatto per migliorare il servizio offerto agli alunni.
E’ di pochi giorni la presentazione della bozza per le superiori che propone il taglio del 50% delle ore attuali, demandando un eventuale ampliamento alla “contrattazione” in sede di collegio docenti.
Ma ancora più grave, signor Ministro, è la sua dichiarazione, riportata dalla Gazzetta dello sport, di essere disponibile ad incontrare il Presidente del CONI per risolvere i problemi dell’attività motoria nella scuola.
Trovo la dichiarazione offensiva e sprezzante nei riguardi delle Associazioni degli insegnanti di Educazione Fisica, che Lei, purtroppo, ha poco ascoltato e che, al contrario del CONI hanno da sempre mirato, nella scuola, a quello sport educativo e a quell’attività motoria formativa di cui ha sempre parlato nelle sue dichiarazioni pubbliche.
Il doping, le truffe sportive, le scommesse, l’avviamento precoce allo sport, lo stress da allenamento, i problemi psicologici creati da pressioni sportive per raggiungere risultati non adeguati all’età dei bambini, non fanno parte della nostra storia, perché da sempre le abbiamo denunciate, anche quando nessuno dei potenti era disponibile all’ascolto. Erano urla nel deserto!
Ci dispiace, però, che il Ministro per il quale stiamo lavorando, invece di affrontare con noi i problemi dei giovani studenti, si rivolga a enti esterni alla scuola che nulla hanno a che fare con la nostra impostazione educativa e formativa della nostra disciplina.
Nell’esprimerle a mio nome il forte rammarico della categoria che rappresento, le manifesto anche la più ampia disponibilità a collaborare perché tutti i principi, i valori e i concetti che Lei ha espresso pubblicamente e che sono i nostri, possano diventare reale bagaglio educativo e istruttivo dei giovani alunni della Scuola Italiana.
Una revisione costruttiva dei decreti già in essere e della bozza presentata, potrebbero essere un primo momento di lavoro comune per realizzare un concreto e reale miglioramento della scuola italiana.

Milano, 11 febbraio 2005

Per l’Associazione PRISMA.
Il Presidente
Bruno Mantovani

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