Lettera di protesta alla"Riforma Moratti" nella Scuola Secondaria
Superiore
degli Insegnanti di Educazione Fisica di Brescia
Brescia, 8 febbraio 2005
Egregio Direttore,
a pochi mesi dall’avvio della “Riforma Moratti” per
la scuola primaria e per la secondaria di primo grado (ex scuola media),
che già ha ridotto il monte ore annuale obbligatorio dell’educazione
fisica e sportiva per milioni di alunni nella scuola italiana,è stata
presentata il 13 gennaio l’ipotesi di Riforma per la
scuola superiore:
Le indicazioni presentate dal Ministro, anche se in
via di definizione, fanno già intuire lo scenario futuro della scuola italiana rivolta
ai giovani di età compresa tra i 14 e i 19 anni.
E in questo futuro l’attività fisica e sportiva è del
tutto marginale, se non addirittura inesistente per i nostri studenti.
Le
ore obbligatorie di “ginnastica” passano dalle attuali
2 ore settimanali a 1 sola ora obbligatoria, spostando nell’area
dell’opzionalità e della facoltatività le scelte
individuali di approfondimento.
L’ABIEF (Associazione Bresciana degli Insegnanti di Educazione
Fisica) unitamente alla CAPDI & LSM (Confederazione delle Associazioni
Provinciali Diplomati Isef e Laureati in Scienze Motorie) e aderente
all’EUPEA (Associazione Europea per l’Educazione Fisica)
ricorda che nella quasi totalità dei Paesi europei l’educazione
motorie, fisica e sportiva è obbligatoria in tutto il percorso
scolastico (con personale qualificato) e per un monte ore annuale decisamente
superiore a quello italiano.
Nelle varie sedi istituzionali nazionali
ed internazionali, quali il Consiglio d’Europa, l’Organizzazione Mondiale della
Sanità, l’Unesco e nei Piani Sanitari Nazionali, si pone
l’accento oltre che sulla qualità, anche sulla quantità di
attività motoria necessaria per un adeguato percorso formativo
nel curriculum educativo scolastico, individuando nella pratica costante
e continua dell’ attività motoria, fisica e sportiva la
risposta per contrastare l’insorgere delle problematiche sanitarie
quali l’aumento della sedentarietà e quindi del sovrappeso
e dell’obesità, l’aumento di atteggiamenti posturali
scorretti, la diminuita capacità e funzionalità cardiocircolatoria,
respiratoria, muscolare, articolare che anche gli insegnanti di educazione
fisica denunciano sempre più evidenti negli alunni frequentanti
la scuola italiana degli ultimi anni.
Per costruire un armonico sviluppo psicofisico di un fanciullo dalla
primissima infanzia non si può prescindere dal sapere motorio,
dall’esperienza motoria, dall’intelligenza motoria.
Lo sport,
l’esperienza motoria, il movimento, sono CULTURA,
fanno CULTURA; una corretta cultura sportiva è purtroppo ciò che
manca nel nostro paese, e le conseguenze di ciò sono sotto gli
occhi di tutti:
• L’obesità e l’anoressia sintomi di una mancanza
di movimento e di un cattivo rapporto con il proprio corpo.
• Il fenomeno del doping dovuto all’avviamento precoce all’agonismo
e alla ricerca della vittoria a tutti i costi.
• La mancanza di socialità, di cooperazione e di collaborazione
tra i giovani.
• I fenomeni di violenza e di bullismo.
La costruzione di una cultura sportiva non può che passare attraverso
la scuola. E’ la scuola il luogo primario e deputato a svolgere
questa funzione. E’ nella scuola che va recuperata questa dimensione,
fino in fondo e a pieno titolo.
Per queste ragioni e perché credono che l’educazione
motoria e sportiva sia un diritto di tutti gli alunni e le alunne,
gli insegnanti di educazione fisica auspicano che la “riforma
scolastica” possa essere uno strumento di sviluppo e di potenziamento
delle attività motorie e sportive in tutte le scuole d’Italia.
Allo
scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica l’Abief
organizza per il giorno 28-02-2005 alle ore 21.00, presso la sala grande
della sede del Coni di Brescia, Via Bazoli, 10 un’assemblea aperta
a tutti quanti siano interessati alla problematica sopraesposta.
Per il Consiglio Direttivo dell’ABIEF
Il Presidente Anna Didonè
