Confederazione delle associazioni provinciali dei diplomati ISEF e dei laureati in scienze motorie

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Trenta minuti di ginnastica in più contro l'obesità

In collaborazione con la Federazione medico sportiva del Coni, la Federazione italiana dei medici pediatri, l’Unione nazionale dei consumatori e i Forum dei genitori, il ministero dell’Istruzione promuove un’alimentazione equilibrata e stili di vita corretti. E’ questo lo scopo di un progetto che prevede trenta minuti in più di attività fisica per gli studenti, all’interno o dopo l’orario di lezione.Nella prima fase, verranno coinvolte 190 scuole, in prevalenza primarie e secondarie di primo grado: 50 in Piemonte, 50 in Calabria, 40 in Abruzzo, 50 in Puglia, per un totale di oltre 40 mila studenti e con l’obiettivo, spiega il ministro Letizia Moratti «di estendere l’iniziativa su vasta scala, coinvolgendo il forum delle associazioni dei genitori e le consulte provinciali degli studenti».

Dichiarazione del Ministro Moratti

"Questo Progetto si inquadra in un percorso didattico per le scuole di primo e secondo grado, che prevede di inserire stabilmente nel curriculum scolastico il tema di una corretta alimentazione correlata ad una sana attività motoria, visti unitariamente come componenti essenziali per uno stile di vita salutare, coerentemente con quanto prevede la recente Riforma della scuola e con le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità. Tra i problemi che dobbiamo affrontare", c'è quello dell'obesità, che sta assumendo proporzioni preoccupanti, per l'aumento del numero di soggetti interessati e per l'accentuazione della gravità di quei quadri clinici per i quali l'obesità rappresenta un fattore di rischio. In Italia, negli ultimi dieci anni, la prevalenza dell'obesità è aumentata del 50%. Ancor più evidente è l'incremento nei soggetti in età pediatrica. La comunità scientifica internazionale conncorde nel ritenere che numerosi e complessi sono i fattori che determinano questo incremento del fenomeno: dalle caratteristiche individuali alle condizioni socio-economiche, ambientali e culturali, agli stili di vita "non salutari", questi ultimi caratterizzati da abitudini alimentari scorrette accompagnate da una progressiva e marcata riduzione dell'attività fisica. Tutti siamo ben coscienti di quanto sia difficile individuare percorsi atti ad indurre un cambiamento negli stili di vita, tanti sono gli stimoli e i condizionamenti socio-ambientali a cui sono sottoposte soprattutto le giovani generazioni. Il mondo della scuola non può e non vuole sottrarsi a questa responsabilità".

Federalimentare

"Per la prima volta in Italia, - secondo Luigi Rossi di Montelera, Presidente di Federalimentare - e coerentemente a quanto indicato dalla recente "Strategia globale su dieta, attività fisica e salute" dell'Organizzazione Mondiale della sanità, istituzioni pubbliche e private uniscono i loro sforzi per promuovere stili di vita salutari nelle scuole, per contribuire a ridurre i rischi derivanti da una alimentazione non corretta e da una ridotta attività fisica. Il diffondersi del sovrappeso e dell'obesità anche tra le giovani generazioni è causato da una molteplicità di fattori tra loro diversi: per questo al Progetto parteciperanno tutti i diversi soggetti che possono contribuire ad affrontare il problema globalmente, in linea con le più avanzate esperienze europee. Basti pensare a quella realizzata nelle città di Fleurbaix e Laventie nel nord della Francia, dove nel periodo 1992-2000 un Progetto sperimentale multidisciplinare nelle scuole ha permesso di contenere l'aumento dell'obesità dei ragazzi all'1% e delle ragazze al 4% a fronte di una media nell'area circostante rispettivamente del 95 e del 195%. O basti pensare alla iniziativa per combattere l'obesità tra i giovani appena avviata in Germania, dove alla "Piattaforma Alimentazione e Movimento" proposta dal Governo hanno aderito ben 800 diversi soggetti, in rappresentanza dei diversi settori coinvolti: dall'educazione alla sanità, dall'industria ai sindacati, dallo sport ai genitori, ecc.".

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