Confederazione delle associazioni provinciali dei diplomati ISEF e dei laureati in scienze motorie

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Documento UISP
"Sull'insegnamento di Scienze Motorie” nello schema di decreto per la riforma della scuola Superiore

Il 13 gennaio è stata presentata a Roma l’ipotesi di riforma per la Scuola Superiore.
Il documento di lavoro che accompagna lo “Schema di decreto legislativo concernente le disposizioni delle norme generali e dei livelli essenziali di prestazione relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione , a norma dell’art.1 della legge 28 marzo 2003, N.53” contiene gli orari e le caratteristiche organizzative del “sistema dei licei” mentre ancora vaghe sono le indicazioni relative al “sistema IFP“ (Istruzione e Formazione Professionale) la cui gestione verrà delegata alle Regioni.

Le ore obbligatorie di Scienze Motorie vengono ridotte da due ad una.
Nell’orario chiamato “opzionale obbligatorio” composto da tre ore settimanali nel primo biennio e da due ore nel secondo biennio, oltre all’ora settimanale obbligatoria si potrà aggiungere un non meglio quantificato orario “a scelta tra area linguistico-espressiva e area matematica-scientifica, ivi comprese le scienze motorie”.
Nel quinto anno questa possibilità scompare perché queste ore vengono assorbite dagli approfondimenti “legati alle successive scelte universitarie”.
Questo lo schema generale con situazioni anche ulteriormente peggiorative in alcuni indirizzi quali l’economico o il tecnologico in cui scompare l’area opzionale obbligatoria fin dal secondo biennio.
In pratica la diminuzione delle ore disciplinari nel complesso dei due sistemi sarà circa del 40%, forse maggiore considerando che non esiste al momento alcuna informazione sulla presenza della disciplina nel sistema IFP.

UISP, Associazione in cui operano migliaia di docenti di Educazione Fisica, a nome di questi e di tutti i propri associati, esprime la propria preoccupazione nei confronti di attacco alla promozione della cultura del corpo e del movimento che riducendo la quantità di offerta colpisce in primo luogo coloro che, per competenze o condizione sociale, maggiormente avrebbero bisogno di svolgere una corretta pratica educativa di base.
La scelta del Ministro, tuttavia, non ci sorprende perché in linea con quanto avvenuto nei cicli scolastici primario e secondario di primo grado in cui l’inserimento nella dimensione laboratoriale ha nei fatti già fortemente limitato il monte ore annuo della disciplina. Vista la povertà culturale e applicativa delle indicazioni e delle raccomandazioni riguardanti la primaria e la scuola media non sorprende neppure la logica per cui prima venga decisa la struttura e poi si pensi ai contenuti. Sulla base di quali scenari si delineano queste scelte? Quali i saperi minimi verranno richiesti in uscita dal curricolo?
Riteniamo paradossale e significativo che questa scelta avvenga a pochi mesi dal termine dell’anno Europeo dell’educazione attraverso lo sport.

Le nostre preoccupazioni in relazione a questa scelta del Ministro riguardano in modo particolare la perdita di alfabetizzatone primaria, la perdita di qualità della cultura dello sport, del movimento, della corporeità, la perdita di fondamentali opportunità di pratica offerta a tutti i bambini e i ragazzi e il conseguente depauperamento delle conoscenze e delle pratiche che inducono gli studenti ad assumere stili di vita attivi.

UISP chiede al Governo di rivedere questa decisione in coerenza con le linee di indirizzo dei Piani Sanitari Nazionali, dell’OMS e del Consiglio d’Europa presso cui il Governo italiano ha sottoscritto il 30 aprile 2003 la raccomandazione Rec(2003)6 che prevede “almeno 3 ore settimanali di Educazione Fisica” al contempo sollecitando e “promuovendo l’idea di un’ora al giorno di attività motorie”.

UISP attiverà tutta la propria organizzazione per protestare contro questa decisione lesiva dell’idea di sport come diritto di cittadinanza


Antonio Borgogni
Responsabile delle Politiche Educative
UISP Nazionale

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